È la fine dell’accessibilità in Italia?
Saturday 6 September 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Wednesday 10 September 2008.
Molte brutte notizie nell’aria. C’è davvero da preoccuparsi.
Negli ultimi cinque anni l’Ufficio Accessibilità del CNIPA ha svolto un lavoro eccellente per la diffusione dell’accessibilità del Web in Italia e per l’applicazione della Legge 4/2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”. E se il fatto di essere un loro consulente mi rende fazioso, basta chiedere cosa ne pensano a tutti i comuni, le comunità montane, le regioni e le pubbliche amministrazioni centrali che sono state aiutate e guidate da questo ufficio.
Probabilmente penserete che stia parlando di una cinquantina di persone e una decina di dirigenti. Invece no. Un dirigente e tre tecnici hanno portato avanti la baracca nazionale dell’accessibilità per cinque anni. Questo è stato un raro esempio di risparmio, efficienza e professionalità nel settore pubblico.

Perché ne parlo al passato? Perché molto probabilmente questo ufficio non esisterà più. Ma non solo: è altamente probabile che nessuno si occupi più di accessibilità da quelle parti. Ci sarà un motivo per questo scempio, ma onestamente mi sfugge.
La prima conseguenza sarà che tutti gli interlocutori, e non sono pochi, che considerano l’Ufficio Accessibilità come un punto di riferimento ne resteranno privi. Spazio aperto ai mille ciarlatani dell’accessibilità quindi e vita dura per le pubbliche amministrazioni che desiderano applicare la legge.
Mi fa male pensare che sia stato il governo Prodi ad aver posto le basi per la fine dell’accessibilità in Italia. Il declino del CNIPA è infatti cominciato grazie alla politica del precedente governo. La sinistra italiana, come sempre, è il peggior nemico di se stessa.
Ma la colpa va condivisa con le associazioni dei disabili, che sono state le grandi assenti nel dibattito sull’accessibilità del Web in Italia. E questo è disarmante. Possibile che dobbiamo essere noi sviluppatori a difendere i diritti dei disabili sul Web? Possibile che debba essere Scano a muoversi per denunciare le barriere architettoniche? Assurdo.
Forse una speranza politica è che Stanca torni a farsi vivo. Infondo è la sua legge. Altrimenti ci ritroveremo con il solito pasticcio all’italiana.
La responsabilità del probabile flop dell’accessibilità in Italia non è però ascrivibile esclusivamente alla politica, ecco alcune altre cause:
- L’ostruzionismo delle grandi aziende italiane che lavorano per il settore pubblico: hanno remato contro fin da subito. Considerato che il mondo delle multinazionali sta andando in un’altra direzione è davvero una dimostrazione di scarsa lungimiranza, per essere buoni.
- La mancanza di competenza sull’accessibilità e gli standard del Web della maggior parte delle web agency italiane ha prodotto, e produce ancora, un gran di numero di siti in-accessibili, nei quali le pompose dichiarazioni di conformità alla legge sono vere come le tette di una velina. Il ritardo italiano rispetto all’evoluzione del Web è ancora una volta una disarmante realtà. C’è ancora chi progetta siti e pensa che l’accessibilità sia una forma di filantropia. Un fastidio. Un costo enorme. Ma smettiamola!
- La mancanza di formazione e divulgazione serie in materia di accessibilità: giusto ieri mi hanno segnalato una società che ha organizzato un seminario sull’accessibilità sostenendo bestialità come “La realizzazione di un sito accessibile a norma di legge consente inoltre di ottenere la relativa certificazione da parte del CNIPA” o, parlando di se stessi: “una delle prime società in Italia per la realizzazione di siti certificati a norme CNIPA”. Entrambe queste affermazioni sono false: in primis il CNIPA non certifica nulla e tanto meno emana norme, in secondo luogo gli unici che possono eventualmente certificare (ma solo i privati) sono i valutatori di accessibilità. Insomma i venditori di fumo hanno fatto parecchi danni in questi anni. È una vergogna. Quando si sceglie un corso bisogna fare molta attenzione.
Infine c’è una speranza? L’unica speranza viene dal basso: molti giovani sviluppatori e designer italiani oggi sono interessati agli standard del Web, e da li il passo verso l’accessibilità è breve, quasi automatico. Insomma come predico da anni sono le persone comuni che lavorano sul campo (spesso per quattro soldi) che possono cambiare le cose. Un passo alla volta. Anche se ora sarà un po’ più difficile.
Aggiornamento: L’Ufficio Accessibilità non è il solo ad aver subito l’opera di epurazione. Come alcuni di voi sanno sono stato consulente dell’Ufficio Formazione del CNIPA. Ebbene anche le attività formative legate all’accessibilità sono ormai bloccate da oltre un anno. E temo non si farà più nulla. È un’altra vergogna considerati i feedback estremamente positivi che i corsi organizzati hanno sempre avuto e alla domanda incredibile di formazione dei dipendenti pubblici ai quali erano rivolti. Di nuovo si apre lo spazio ai ciarlatani dell’accessibilità chiudendo le attività di formazione seria.
Guardate non è una questione di tornaconto personale, come qualcuno penserà sicuramente. Non me ne frega una cippa di essere io il consulente che conduce i corsi o esegue le verifiche tecniche. Solo gli stupidi pensano di essere indispensabili. Il punto qui è che si è chiusa la baracca, per tutti.

Saturday 6 September 2008 7:50
Sottoscrivo tutto.
Io direi però che non è la fine dell’accessibilità in Italia, ma (attualmente) la vittoria dell’illegalità verso la legalità con gli stessi disabili che spesso fanno i sordi (anche se non lo sono) forse chissà per paura di perdere qualche sovvenzione o altro.
Comunque come per il caso di barriera architettonica fisica, sto notando che sta cambiando qualcosa anche nei disabili stessi… soprattutto ora stanno puntando il dito verso le loro associazioni di rappresentanza. Come dicevo nella lettera che hai citato, o si muovono oggi oppure addio articolo 3 della costituzione e normative anti-discriminazione :-)
Saturday 6 September 2008 10:43
In effetti siamo al lumicino. Ma le cose in questo campo sono molto difficili da prevedere e pronosticare. Ovviamente sono d’accordo su tutto quello che dici, però manca anche un pezzetto di mea culpa. L’ufficio Accessibilità era fondato su una persona precisa, di cui non è nemmeno il caso di parlare visti i suoi enormi meriti e tutti la rimpiangiamo.
Però, così com’era strutturato l’ufficio avrebbe potuto avere un futuro, e soprattutto essere ascoltato? No, troppo piccolo e con troppo pochi poteri. È un miracolo tutto quello che è stato fatto con così minuscole risorse. Ed è un miracolo che l’ufficio abbia resistito così a lungo alle bordate di nemici ben più potenti e attrezzati, che certamente non si sono posti i vincoli etici, culturali e di principio che hanno indirizzato le attività di quel piccolo gruppo.
Però, non è possibile fondare un’attività come quella sull’impegno personale di una persona e mandare al fronte uno sparuto gruppo di soldati, tosti ma troppo pochi.
Io non darei tutto come perso, vedremo.
Saturday 6 September 2008 10:46
ps: sull’atteggiamento delle associazioni di disabili e dei loro stakeholder ci si potrebbe scrivere un romanzo. Gentaglia, è la prima parola che mi viene in mente. Rozzi, arroganti e ignoranti le successive, e mi fermo.
Saturday 6 September 2008 10:50
Che dire… speriamo che le cose cambino. Altrimenti farò come lo psicoanalista di Woody Allen: mi aprirò un bar.
Saturday 6 September 2008 11:01
No, sarebbe calare la braghe e confermare che hanno ragione. Col piffero.
Saturday 6 September 2008 11:47
sì è quello che c’è nell’aria. triste.
non smettiamo di difendere però i buoni principi. altrimenti la facciamo noi una certificazione :D
pps off topic: perchè non installi la plugin “subscribe to comments”? sarebbe utilissima per seguire le discussioni che si aprono nei commenti ;)
Saturday 6 September 2008 12:42
Mah, che dire… anche io confermo che le associazioni disabili in Italia sono delle vere e proprie caste che a tutto pensano tranne che a difendere davvero i diritti degli associati, vedi accessibilità. Ho avuto a che fare con l’UIC e sono rimasto sbalordito :( Questa notizia poi è resa ancora più amara leggendo che qui in America la catena di negozi Target (una specie di Esselunga italiana o di Carrefour francese) è stata condannata a pagare 6 milioni di dollari all’associazione dei non vedenti, perché il suo sito era inaccessibile. Qui le associazioni sono molto attive, e difendono a spada tratta i diritti dei disabili, che tra l’altro sono “percepiti” già a livello sociale secondo un’ottica diversa, non come diversi, ma come persone che hanno semplicemente un diverso modo di comunicare. Il rispetto nei loro confronti si vede in tutti i settori sociali, dai sottotitoli in tv persino nelle pubblicità (in fondo anche i sordi comprano, no?) alle rampe per le sedie a rotelle dappertutto. L’Italia non arriverà mai a questi livelli, e personalmente mi ero stufato di sprecare il mio tempo in un Paese del genere… è come combattere contro i mulini a vento.
PS: anche io mi associo alla richiesta del plugin per seguire i commenti.
Saturday 6 September 2008 14:40
La notizia è molto triste, in effetti. Sfortunatamente non sono addentro alle questioni circa le associazioni nostrane che rappresentano i diritti dei disabili, anche se come ha segnalato camu ricordo bene il caso di Target in America.
Il meglio che possiamo fare, qualora l’ufficio chiudesse veramente, è continuare a diffondere la cultura degli standard per il Web, per i quali si è già fatto tanto, ma che purtroppo noto essere stato fatto invano. Non voglio sparare cifre inesatte, ma la stragrande maggioranza delle agenzie di Web design (perlomeno, ho avuto modo di guardare quelle della mia città) quei concetti, anche a livello elementare, li vede col binocolo. Situazione deprimente anzichenò.
Anche alla luce di questo, la perdita di un Ufficio Accessibilità sarebbe comunque molto grave.
Saturday 6 September 2008 15:04
Marco, porta avanti anche te il mio slogan: “NO CALABRAGA!”
Saturday 6 September 2008 15:09
C’è anche un altro aspetto tutto italiano.
Fatta la legge, buona, scritte le regole, da migliorare, manca tutto quello che serve per far rispettare una legge: le sanzioni in caso di non rispetto della stessa. NON SI SONO VOLUTE FARE!
Non dico sanzioni penali (tanto è lo stato che paga e non i singoli). Sarebbero sufficienti quelle amministrative a carico dei responsabili del web delle PA.
Più facile a dirsi che a farsi lo so.
Saturday 6 September 2008 16:38
ma è già ufficiale o solo una ipotesi? :-(
Saturday 6 September 2008 17:58
@lauryn: mi hai convinto appena ho un minuto installo il plug-in ;)
@camu: hai fatto bene ad andar via. Anzi se dalle tue parti cercano manodopera fammelo sapere ;). Il caso Target fa davvero pensare. Certo gli USA hanno le loro contraddizioni ma sul senso dello stato (vedi le tasse per esempio) e sui diritti abbiamo molto da imparare. Ed è curioso visto che noi saremmo gli eredi di un impero ben più antico. Ma è anche vero che l’associazionismo è nato non a caso nei pragmatici Stati Uniti, per loro è una cosa seria. Noi, invece, siamo, tranne rare eccezioni, gente che pensa solo al tornaconto personale, con il mito della mafia, del furbo e via così. E pensare che una volta portavamo acquedotti, terme, fognature e bagni pubblici ai barbari.
@Antonio: le sanzioni purtroppo non ci sono perché altrimenti la legge non sarebbe stata approvata. Il solito do ut des all’italiana.
@Tambu: direi ufficioso, ma se consideri che oltre me, anche due dei commentatori a questo post sono consulenti di quell’ufficio, direi che ci son pochi dubbi ;)
Saturday 6 September 2008 18:34
Il cartellino dalla porta l’hanno tolto più di un mese fa…
Saturday 6 September 2008 19:44
@lauryn: ho provato a installare questo: http://wordpress.org/extend/plugins/subscribe-to-comments/ ma nonostante abbia editato (senza errori) il php per tradurlo in italiano continua a palesarsi in inglese. Dov’è che sbaglio ;).
Saturday 6 September 2008 21:35
@marco: è lo stesso plugin che uso io, c’è un file .po che dovresti avere, per tradurre tutte le stringhe in italiano, non serve editare il php: subscribe-to-comments-it_IT.po Se vuoi ti mando il mio :) La mia email ce l’hai in caso tu voglia contattarmi. Riguardo all’essere andato via, non pensare che l’abbia fatto a cuor leggero: la mia Nazione mi manca… anche se in questi casi mi rendo conto che ho fatto bene. Io ho lavorato per anni in una PA italiana, come dipendente pubblico (molti nella mia posizione si sarebbero goduti la pacchia, anziché rimettersi in gioco e fare un tale salto) e so bene cosa voglia dire la mancanza di sensibilità della dirigenza nei confronti di certe problematiche. Qui abbiamo una ragazza sorda nel nostro ufficio, e l’azienda fornisce un interprete ogni volta che abbiamo un meeting, non aggiungo altro :)
Saturday 6 September 2008 21:57
Si il file c’è ma ha estensione .pot: subscribe-to-comments.pot e sta nella cartella “extras”… magari abbiamo versioni diverse del plug-in. Comunque ho anche il Poedit ;) ma preferisco smanettare nel php (sono un nerd lo so). Il fatto strano è che se edito le stringhe con prefisso
__(non mi prende le modifiche: a schermo il testo è ancora inglese. Il che è assurdo visto che le stringhe in inglese che io ho cancellato non esistono più (e ho rimosso per test anche il file .pot e la cartella “extras)! Boh. Domani provo a editare il .pot (magari gli cambio anche l’estensione) e vedo che succede.Il punto credo sia sempre lo stesso: senso dello stato e attaccamento ai diritti. In Italia purtroppo non c’è senso di appartenenza se non nei grotteschi regionalismi. Perché l’Italia è una costellazione di mondi diversi e come stato non solo è giovane ma è posticcio, finto. Senza contare l’interesse del Vaticano ad avere uno stato debole. Questa - e molte altre cose - ci portano a considerare lo Stato come un nemico e la proprietà pubblica come qualcosa d’altri. Ecco perché gli italiani si complimentano con gli evasori fiscali al posto di denunciarli. Ecco perché vandalizziamo la cosa pubblica. Ecco perché viviamo tutti seguendo il motto mors tua vita mea.
Sunday 7 September 2008 0:30
Risolta la questione plug-in. Grazie camu ;).
Monday 8 September 2008 12:45
[...] 8 Settembre 2008 } È la fine dell’accessibilità in Italia? [...] Mi fa male pensare che sia stato il governo Prodi ad aver posto le basi per la fine [...]
Monday 8 September 2008 14:48
Sono senza parole!
Ho lavorato con i colleghi per questi tre anni sul sito del Comune di Novara, ricevendo tanti complimenti per come è gestito. Il merito è del corso del CNIPA che ho seguito e dei tanti consigli che sono arrivati.
Ora che cosa succederà? Daranno il bollino a cani e porci?
Non ti ho mai ringraziato abbastanza per l’ottimo lavoro che hai svolto con il corso ottimo. Le slide sono quanto di più completo e utile abbia mai trovato in rete.
Grazie ad esso il sito del Comune di Novara può mostrare con orgoglio il famoso bollino.
Forse l’accessibilità è uno di quei concetti “troppo avanti” mentre ora sul web siamo ancora alla preistoria.
Massimo Gorla
Monday 8 September 2008 14:54
Prima ancora di leggere l’articolo rimango senza parole.
Monday 8 September 2008 15:04
Leggere una notizia del genere è allarmante, e per fortuna che qualcuno ancora si interessa all’argomento. Dal mio punto di vista continuerò a lavorare seguendo la strada che ho intrapreso fino ad ora, ma sapere di essere un’eccezione sicuramente non mi fa piacere.
La situazione delle Web Agency italiane è ridicola, farei i salti di gioia se ne trovassi una interessata al rispetto degli standard e della legge Stanca.
Ti seguirò tramite il feed, il tuo blog è un ottimo spunto di riflessione.
Monday 8 September 2008 15:40
perché disperarsi tanto? ci sta sempre la legge 67 /2006 contro la discriminazione in generale e il d.lgs 213/2003 contro la discriminazione sul lavoro. poi ci sta la convenzione onu sui diritti delle persone con disabilità … usiamo l’arma giudiziaria no? io sono avvocato E sordo … e non sono legato a nessuna consorteria. io penso che possiamo operare su due direttrici: una culturale con un convegno ad hoc che faccia emergere il problema della tutela dei diritti in un mondo dove l’evoluzione tecnologica ha dato voce e pensiero a chi non l’aveva e una operativa con cause ad hoc che però non passino attraverso le associazioni tradizionali, ma con gruppi autonomi di persone con disabilità.
I care! we can! :)))))
antonino attanasio, avvocato E sordo
Monday 8 September 2008 16:32
E’ incredibile, l’ennesimo segnale negativo di questa Italia saccheggiata… dove ormai tutte le speranza sono riposte nel “basso”, anche non servirà a molto, potremmo fare una petizione (http://www.petitionspot.com/petitions/SavetheInstitute) sul modello di Save the Accessibility Institute (http://www.webstandards.org/2008/08/29/save-the-accessibility-institute/)
su petitionspot.com sembra volerci poco ad aprire una petizione.
Poi magari facendola rimbalzare fra vari blog che si occupano di accessibilità, se non altro, si potrebbe attrarre un po’ di interesse per la cosa, non dico da parte dei “grandi media” o dell’ “opinione pubblica”, ma almeno smuovere un po’ di polverone informativo nella rete.
Monday 8 September 2008 16:49
[...] ora dal blog di Marco Bertoni che l’ufficio accessibilità del CNIPA potrebbe essere chiuso. E’ una di quelle notizie [...]
Monday 8 September 2008 17:23
Devo ammettere che è demoralizzante.
Da quando abbiamo cominciato a darci da fare per ribadire un qualcosa che era già scritto nella nostra Costituzione (ancora negli anni pre-CampaPalmieri) si è sempre sperato (sognato?) in una Autorità che potesse dare direttive e che potesse anche “alzare la voce” in merito.
Con l’esistenza dell’Ufficio Accessibilità del CNIPA questo si era concretizzato, anche se le forze a disposizione non erano poi tante.
Lavoro da molto nella PA e in questo momento mi sento “parte lesa”… E’ proprio vero che la vita reale è sempre più lontana dalla politica, che si riempie la bocca di grandi parole e di comunicati stampa!
Spero proprio che *almeno ora* le associazioni di disabili si muovano; si’, lo sappiamo tutti che l’accessibilità non riguarda solo loro, ma in questo momento sarebbe opportuno rivangare quella spinta emotiva che ha fatto approvare la Legge Stanca all’unanimità. Sarebbe il caso di organizzare delle vere e proprie campagne stampa, sul web, sul cartaceo, in tv, e ritengo giusto che le suddette associazioni facciano la voce forte.
Viene da pensare: siamo riusciti a far partire una Legge; riusciremo a farla mantenere?
Monday 8 September 2008 18:23
Ok, va bene, tutto giusto. ma farsi venire il dubbio che forse De Vanna e banda non fossero all’altezza della situazione, no? Che forse - evidenzio forse - la legge fosse scritta male e i decreti inattuabili, no?
Monday 8 September 2008 21:45
@Aldo, mi sembra un po’ grossa come ipotesi. La legge ha certo i suoi difetti e le liste ne hanno parlato in lungo e largo in questi oltre 4 anni, ma l’inattuabilità dei decreti è solo nella mente malata dei dirigenti della PA, che ho conosciuto personalmente… quindi parlo con cognizione di causa.
@riccardo aka petraplatz, lascia perdere… la petizione in America ha un significato ben diverso, in Italia sarebbe tutto tempo sprecato. Almeno questa è la mia opinione. Poi se volete farla, fate pure… ne riparliamo fra sei mesi, sull’esito che avrà avuto :-) Come dite? Sono troppo pessimista: mah, sarà… ma dopo tanti anni credo di essere piuttosto realista!
@maurizio: vogliamo scommettere qualcosa sul fatto che le associazioni dei disabili non si muoveranno? o per lo meno, non in maniera seria e concreta… forse faranno un comunicato stampa, che però finirà nel dimenticatoio come tutte le cose che contano.
Monday 8 September 2008 21:48
@Massimo Gorla:
Ciao Massimo :)
Questo è il senso del mio lavoro. Il motivo per cui vale la pena non mollare. Oltre ovviamente ai miliardi che ho fatto con l’accessibilità, le tre ville a portofino con harem annesso e il Testarossa accessibile che ho in garage.
@Giancarlo Buzzanca: lo so che le parole mancano, ma facciamole uscire per protestare. Insegnamo ai burocrati che non si butta via il bambino insieme all’acqua sporca.
@Tom:
Per fortuna ci sono giovani professionisti come te. Non è piaggeria, credimi. Ci rendiamo conto che in Italia abbiamo ancora web designer che considerano i requisiti di accessibilità inapplicabili? Che non conoscono gli standard del Web? Che scappano innanzi alla parola “semantica”? Siamo veramente ridicoli.
@Antonino:
Ciao Antonino! :)
Si credo sia giunto il momento di darsi una mossa.
@Riccardo(petraplatz):
Non è un’idea malvagia, parliamone. Ma intanto facciamo baccano con i nostri blog, diffondiamo la notizia ai nostri contatti, specialmente se lavorano per la PA. Facciamo in modo che almeno qualcuno si vergogni. Qui non si tratta solo della chiusura di un ufficio. La classe politica italiana sta dichiarando che non gliene frega niente delle categorie deboli. Che l’accessibilità va bene solo quando c’è l’anno europeo del disabile.
@Maurizio Vittoria:
Ciao Maurizio :)
Ecco, tutti i dipendenti della PA dovrebbero sentirsi parte lesa come te. Sarebbe un ottimo inizio. Sul fatto che le associazioni dei disabili si muovano però la vedo male. Dobbiamo fare a meno di loro e continuare a fare cultura.
@Aldo:
Non so su quali basi parli tu, ma sulla professionalità di Antonio e “banda”, come li chiami sprezzantemente tu, io non ho dubbi. All’altezza della situazione? Guarda che sono ministri e burocrati che non sono all’altezza, qui stiamo parlando di gente che lavora sul campo. Una critica è corretta, come fa notare Livio, e cioè il sottodimensionamento e lo scarso potere di quell’ufficio. Hanno fatto i miracoli con quel poco che avevano. Tanto di cappello, quindi.
La legge è perfettibile certo. Soprattutto andrebbe aggiornato il DM 8 luglio 2005. Ma i decreti sarebbero inattuabili? Non scherziamo, sono inattuabili solo per chi non sa fare il suo lavoro e per chi vende alla PA piattaforme di Content Management indecenti. Sono davvero stufo di questa paura di due righe di codice pulito.
Monday 8 September 2008 23:28
Per dar maggior rilievo alla questione, propongo ai “tre tecnici che hanno portato avanti la baracca nazionale dell’accessibilità” di far intervenire nella discussione il Dirigente (o già ex?) dell’ufficio del CNIPA.
Probabilmente sarà impresa ardua, ma vale la pena tentare.
Tuesday 9 September 2008 9:32
@Carlo, non esiste più un ufficio Accessibilità del CNIPA, e non esiste un dirigente che possa discutere qualcosa. Le discussioni sono già state fatte e rifiutate. Forse ci sarà un sotto-ufficio, ammesso che qualcuno se ne voglia prendere carico. Forse, e non si sa quando.
Però, aggiungerei alla discussione: è davvero fondamentale che esista un “ufficio Accessibilità”? E’ bello e utile, d’accordo, ma non è che per questo l’accessibilità morirà. C’era prima del CNIPA e continuerà ad esserci anche dopo.
Sul commento di @Aldo, rappresenta il nugolo di persone che ha ammazzato l’accessibilità a fichi molli, quelli che parlano ma non fanno.
Scusa Aldo se ti prendo ad esempio, ma sei il perfetto rappresentante di quella strana categoria. La critica, anche feroce, serve alla crescita e allo sviluppo, si chiama evoluzione e funziona. Ma generiche ed evanescenti tentativi di critica seguiti da zero proposte servono solo a bloccare e denigrare il cammino di un percorso evolutivo di tutto il web.
Tuesday 9 September 2008 10:05
@Livio:
Hai ragione: un Ufficio Accessibilità governativo non è l’accessibilità tout court (ci mancherebbe ;)), ma quello che è successo è indicatore della volontà politica di finirla con questa “menata” della Legge 4/2004. E l’Italia non è un paese così evoluto da pensare che senza un controllo dall’alto, senza un punto di riferimento normativo, si possa davvero fare qualcosa di serio in merito. A meno che l’epurazione dell’Ufficio Accessibilità non sia solo la premessa per la nascita di qualcos’altro, ma ne dubito.
Tuesday 9 September 2008 10:35
@Livio:
Livio, noi abbiamo litigato per anni. Proprio perché ne facevo tante (ne facevamo sulle liste, ed erano tutti d’accordo tranne voi consulenti) di quelle proposte. Ma anche a chi evidenziava i problemi di quella legge (scritta apposta per non essere vincolante) ponevi le stesse critiche.
Non credo che l’Ufficio Accessibilità del CNIPA paghi adesso per quella incapacità (come presuppone Aldo). Sarebbe troppo giusto, e presupporrebbe una sostituzione con qualcosa di più adeguato. Suppongo invece che si dismetta.
Più in generale, credo che l’evoluzione degli standard per il web stia soffrendo da anni una impasse che scoraggia le forze migliori dal partecipare. Nel mio piccolo, io non mi occupo più (primariamente) di accessibilità proprio in seguito al disastro della Stanca.
Tuesday 9 September 2008 10:37
Io non credo che esista una volontà. Secondo me non hanno capito nemmeno l’argomento, così come resto convinto che nemmeno chi ha approvato la Stanca abbia capito di cosa si stava parlando convinti di fare una cosa per i disabili bisognosi così andrò in paradiso. Questo è un pensiero diffuso ancora oggi, nonostante la Stanca spieghi bene cosa è per quella legge l’accessibilità:
Sottolineo quel ANCHE.
Inoltre, a me non risulta che sia mai stato fatto un controllo dall’alto, tutti quelli che hanno partecipato al monitoraggio lo hanno fatto di propria volontà aderendo a un semplice invito.
Tuesday 9 September 2008 11:17
@Livio:
Certo. Ma siamo proprio sicuri che se non ci fosse stato qualcuno a fare quell’invito questi signori si sarebbero mossi da soli? Voglio dire che i facilitatori servono, altrimenti se ci affidiamo all’etica dei dirigenti stiamo freschi ;)
Tuesday 9 September 2008 11:34
Marco:
E l’Italia non è un paese così evoluto da pensare che senza un controllo dall’alto, senza un punto di riferimento normativo, si possa davvero fare qualcosa di serio in merito.
Sono pienamente d’accordo.
Il disappunto non è tanto sulla mancanza di un “ufficio”, ma sulla mancanza di una *Autorità* che “pensi”, che lavori e che imporga indicazioni (nel caso, la Legge) sull’accessibillità. Che poi la Legge sia perfettibile, è scontato.
E non credo che vi sia un qualche disegno cattivo nell’aria, soltanto una grandissima ignavia, la stessa che si perpetua da sempre nelle nostre istituzioni pubbliche.
In ogni caso mi levo tanto di cappello sul lavoro che ha svolto quella “banda” succitata, lavoro che ha investito le persone ben oltre i doveri di ufficio.
Tuesday 9 September 2008 11:39
@Andrea Martines:
Che dire Martines:
1 - Davvero credi che esista la “casta” dei consulenti CNIPA che combatte i programmatori liberi e illuminati come te? Onestamente è grottesco. Perché non hai fatto come me? Io ho cominciato a lavorare con il CNIPA segnalando un errore nella legge, rompendogli le balle fino alla nausea per correggerlo e alla fine mi hanno ascoltato. Niente chiacchiere autoerotiche: soluzioni concrete. Perché al posto di blaterare nelle liste (dalle quali mi sono cancellato in massa da tempo) non hai fatto qualcosa di concreto come me? E guarda che io non sono raccomandato da nessuno.
2 - Correggimi se sbaglio: l’empasse dell’evoluzione degli standard per il web in Italia sarebbe colpa della Stanca? ROTFL. E chi sarebbero questi migliori esclusi? Mi dispiace Martines ma l’empasse, come la chiami, è dovuta all’incapacità professionale, forse proprio all’incapacità di voi “migliori” esclusi. Dare la colpa a una legge per la mancanza di competenze è ridicolo.
Inoltre le vere forze migliori partecipano eccome e sono i designer giovani come Tom, Lauryn ecc. In Italia c’è gente che lavora bene e non ha paura della Stanca, rassegnatevi.
Tuesday 9 September 2008 12:05
@Marco:
Informati prima. Io non ho segnalato UN errore. Ho raccolto e reso pubblici 63 (!!!) errori e incertezze, dai più conosciuti addetti ai lavori (Diodati, Boscarol, Postai, Mascaro, Spallino…), ponendoli peraltro cautamente sotto forma di domanda:
http://andreamartines.com/doc/domandeCNIPA01.rtf
Invece che ascoltarci, come tu dici, avete fatto quadrato per lasciare invariato il testo, accusando di disfattismo chi vi segnalava i problemi. Inqualificabili.
Dove ho scritto una cosa del genere? :-)
Mi riferivo al caos nel W3C, con tutte le critiche rivoltegli che già sai.
Tuesday 9 September 2008 12:20
@Andrea, magari hai litigato da solo per anni, forse è questo il problema, e vai avanti a farlo. Contento tu, contenti tutti. Per il resto sono d’accordo con Marco.
Tuesday 9 September 2008 12:27
@Andrea Martines:
Andrea, sono informatissimo credimi :P. Fatto quadrato? Ma diavolo parli come se io (o l’implicito “voi” della tua affermazione) avessi chissà quale potere. È ridicolo. Io sono uno sfigato qualsiasi. Non ho poteri sovrannaturali. La verità è che evidentemente avete sbagliato la forma, l’atteggiamento e gli interlocutori. Altrimenti avrebbe funzionato. Il CNIPA ha sempre ascoltato tutti. Oppure chissà, qualcuno di questi errori era una belinata. Anche voi siete fallibili. O pensi di no?
Tuesday 9 September 2008 12:27
@Andrea, forse non lo sai ma te lo dico io. Postai e Mascaro facevano parte di quel gruppo. Avanzano Diodati, Boscarol e Spallino. Ma guarda, un gruppissimo di “presunti guru esclusi”. Primedonne offese? Chi se ne frega. Diodati la possibilità l’ha avuta ed è stata sprecata (fatti raccontare da lui come), e a parte Diodati, Boscarol e Spallino per l’accessibilità non hanno mai fatto nulla, a parte criticare con tanti bla bla e fichi molli, appunto. Basta avere così tanto coraggio da andare a leggere i vecchi archivi di Webaccessibile, son lì apposta. Postai, alla prima riunione e a proposito di quel documento che citi come se fosse testimone di qualche cosa di importante, disse testualmente “O cazzo, ma le risposte c’erano già!”. Ma stiamo facendo della preistoria, inutile parlarne, ancora.
Tuesday 9 September 2008 12:32
Esatto. Detto per inciso anche Boscarol è consulente CNIPA per la formazione ;).
Tuesday 9 September 2008 12:34
Sì, ma non si dice, è più fico fare l’avventuroso contestatore… incassando le parcelle, ovviamente. Ma che si vergognino.
Tuesday 9 September 2008 12:46
La mia opinione è che dovremmo smetterla con queste polemiche vecchie, inutili e insipide (non me ne volere ma reinnescate da te Andrea ;). Nessuno mette in dubbio la professionalità delle persone che hai citato. Diodati, Postai, Boscarol e Mascaro sono stati da me invitati al convegno Web Senza Barriere non a caso. E questo dimostra che da questo lato della “barricata” c’è apertura e non pregiudizi o posizioni preconcette.
Ma onestamente sono stufo di interpretazioni massimaliste, di leguleismi, di pignolerie ridicole. Questa legge se lo si vuole si può applicare benissimo. Senza tante musse, come si dice a Genova.
Tuesday 9 September 2008 12:49
Intanto che mettevo su il caffè, me n’è venuta in mente un’altra sul gruppo di illuminati di cui parla Andrea… Marco, ti ricordi l’altro a cui è stato offerto concretamente, di lavorare nel gruppo che invece di mettersi lì e provare sul serio ha detto “grazie, ma non mi sento tanto bene rinuncio al contratto che ho sottoscritto”?
Le palle è un conto pensare di averle discutendo sui newsgroup a fichi molli, un altro conto è tirarle fuori ed esporle a valutazioni.
Tuesday 9 September 2008 12:53
Direi di darci una calmatina, che ne dite?
Riuniamo le forze, invece: l’importante è quello che succede *ora*.
Tuesday 9 September 2008 12:55
@Livio: Si questa è una cosa che mi ha lasciato molto perplesso. Oltre ad aggiungermi del lavoro ;). Ma le motivazioni le sa solo lui. Però, come dire, non si fa così.
Tuesday 9 September 2008 13:01
@Maurizio, che vuoi che succeda? Da parte dello Stato intendi? Niente, non succederà niente. Poi la calmatina dalla a chi ancora oggi continua a trollare, scusa eh. O bisogna far finta di niente, ancora?
Tuesday 9 September 2008 13:11
@Maurizio Vittoria: non mi pare si stesse litigando ;) nel mio blog si può discutere anche animatamente. È la mia policy, zero politically correct, lo sai che son fatto così :P
Tuesday 9 September 2008 13:14
Una proposta pseudo-demagogica ma, forse, attuabile: una class action verso tutte le amministrazioni pubbliche che hanno contenuti non accessibili (non solo il sito/portale).
Una class action che deve essere però “capitanata” dalle associazioni più importanti sulla disabilità.
Bisogna cominciare a fare un po’ di casino in giro perché i media, in genere, non hanno mai avuto una grande sensibilità sull’argomento.
Saluti.
Tuesday 9 September 2008 13:20
Ciao Antonio. Ciò che proponi è esattamente quello che in un paese civile si dovrebbe fare. Abbiamo però capito che le associazioni se ne fregano. Ecco perché bisognerà seguire una strada diversa. Forse quella che suggeriva Antonino:
Tuesday 9 September 2008 13:47
Mi era solo sembrato fuorviante rivangare cose passate.
Riterrei opportuno concentrarsi su cosa si può fare, di pratico, in questo momento.
Visto che da parte dello Stato non succederà niente (a meno che non si riesca a “circuire” qulche politico/parlamentare che abbia voglia di rompere le scatole) rilancio la palla alle varie associazioni di disabili (o a gruppi organizzati come suggeriva Antonio); sono più che mai convinto che ora sia il loro momento.
Tuesday 9 September 2008 13:54
Purtroppo ribadisco che abbiamo ormai capito che le associazioni non si muoveranno mai. Non indaghiamo sul perché che se no mi vien mal di stomaco. Se ci fosse qualche associazione di disabili che desiderasse smentirmi pubblicamente, sarei la persona più felice del Web ;)
Tuesday 9 September 2008 14:02
@Maurizio:
La legge fallata è in vigore, non sono cose passate.
Il mio contributo è questo:
- continuare a segnalare quello che non va della legge. In modo da avere una serie di punti concreti su cui agire;
- ricordare cosa non ha funzionato (processi e persone) l’ultima volta. In modo da non ricadere negli stessi errori.
Chi ha altre iniziative le faccia pure. Aderirò a quelle che hanno “credibilità” (nei proponenti e nel merito).
Tuesday 9 September 2008 14:08
@Andrea Martines:
Andrea perfavore se continui a pensare che chi non è d’accordo con te non ha credibilità non è possibile parlare seriamente.
Comunque, una domanda:
Tu dici: avere una serie di punti concreti su cui agire. Agire come? Hai qualche idea? Perché a me lo sport del trova il bug alla legge per fare il fico con gli amici del club non interessa ;).
Tuesday 9 September 2008 14:14
Aggiungo un altra considerazione: lo spirito di questa legge conta più delle parole di un azzeccagarbugli o di una schiera di tecno-onanisti pignoli. Lo spirito della legge va oltre i difetti di un decreto. Lo spirito della legge è quello di rendere il Web italiano un ambiente migliore per tutti (ho detto tutti non solo i disabili). Chi non capisce questo non finirà mai di criticare.
Molte pubbliche amministrazioni hanno capito lo spirito della legge e hanno fatto quello che hanno potuto per adeguare i loro siti. Questo è un successo. La perfezione la lascio a voi.
Tuesday 9 September 2008 14:54
@Marco:
Sono dell’avviso esattamente opposto: trovare i bug alla legge è l’attività più utile che possa svolgere chi non è fra quelli che l’hanno redatta. I bug vanno eliminati.
Le WCAG sono del 1997. Le aziende italiane, PA in testa, se ne fregavano quasi in blocco dello “spirito” dell’accessibilità.
La legge allora è stata voluta per imporre l’OBBLIGO di rispetto di alcune buone pratiche di accessibilità da parte di alcuni soggetti.
Un conto è la moral suasion, un altro un testo di legge che DEVE essere normativo, preciso nei vincoli ed efficace nelle sanzioni.
E il testo elaborato ha fallito miseramente il suo obiettivo, sebbene tutti i bug fossero ampiamente noti alla commissione incaricata della stesura.
Tuesday 9 September 2008 15:10
@Andrea:
Credo Andrea che io e te si viva in paesi diversi. Perché se come tu dici (anzi urli) “un testo di legge che DEVE essere normativo, preciso nei vincoli ed efficace nelle sanzioni” allora dovremmo buttare alle ortiche il 90% delle leggi italiane, oltre a mandare subito a spasso avvocati e giudici.
Una legge non è un software che non funziona se ha un bug (mi segui?), una legge va interpretata nel suo spirito, così fanno i giudici. Inoltre finiamola una buona volta con sti bug, come ricordava Livio (e c’ero anch’io a quella riunione) se n’è accorta persino Sofia che quella lista era una baggianata, suvvia Andrea andiamo oltre. Ma siamo ancora qui a parlare dei 22 requisiti? Ci sono sviluppatori di vent’anni che li hanno capiti e li applicano e voi ancora lo menate?
Il testo elaborato non ha fallito per nulla, questa è una fantasia. Quella che ha fallito, come sempre in Italia, è la politica, che si è tirata indietro e ha lasciato che a vincere fosse chi remava contro. Si parla di interessi economici qui e non di due bug.
Tuesday 9 September 2008 15:44
Seguo a ruota quello che dice Marco e riprendo un concetto banale che ho già espresso su questo blog ma su un altro argomento: le WCAG esistono dal 1999! Chi fa questo mestiere non può ignorarle!
Si, sono solo linee guida, capisco, ma sono solo linee guida anche le regole CSS, l’uso dell’HTML, XTML, XML, ecc.
Dobbiamo per forza obbligare con le leggi un professionista ad essere professionale?
Tuesday 9 September 2008 15:52
La class action sarebbe dovuta entrare in vigore a partire dal 30 giugno 2008.
Ma siamo in Italia, tutto rimandato…
Tuesday 9 September 2008 16:53
Che poi a distanza di anni le cose vengono in mente a sprazzi… ma mi sembra fondamentale ricordare una cosa: quella lista non è mai stata inviata al CNIPA, ci siamo messi a discuterne noi soltanto per eventualmente abbreviare la strada e per spirito di partecipazione. Stiamo parlando del nulla insomma.
Tuesday 9 September 2008 19:42
Quando leggo certe cose mi vien voglia di dire: speriam che il CERN fallisca e che tutto sparisca… forse oggi è l’ultimo giorno di vita e riparliamo di cose trite e ritrite :-)
A parte gli scherzi (e toccandoci doverosamente gli zebedei) il problema è solamente uno, e l’ho già detto a suo tempo nell’articolo su Punto Informatico: il presidente CNIPA ha considerato l’accessibilità come un argomento da URP, e non come pilastro per ogni progetto (in barba quindi ad un bel po’ di normative, citate più volte da Attanasio in diversi blog e liste). Proprio per questo il CNIPA preferisce farti gli studi del baco del millennio futuro piuttosto che investire due eurini in funzionalità vitali per l’accessibilità.
Se vogliamo però essere “buoni e giusti” diamo pure la colpa al DIT (Dipartimento Innovazione e Tecnologie) che non si è MAI adoperato per le attività necessarie (vedasi ad esempio l’adeguamento dei requisiti tecnici). La volontà di mandare in dimenticatoio magari fa bene a chi vuole piazzare prodotti nella P.A. non adeguati, vecchiume da magazzino e si vedeva una normativa “difficile e restrittiva” (non sono parole mie, son parole di ignoranti che girano ancora per la rete e non solo per quella…) far saltare contratti di fornitura a causa di quattro disabili rompiscatole o dello Scano di turno (che dopo essersi fatto la villa con l’accessibilità ora vuole farsi fare un ponte privato e su misura nientepopòdimenoche da Calatrava).
Ora è ben chiaro vi sono due possibilità: una betonata di cemento sopra la porta d’ingresso del CNIPA e qualche calcetto ai fannulloni e guastatori di turno da parte di Brunetta (e non è detto che arrivino i calci…) oppure la ridefinizione del ruolo dell’accessibilità nei processi di acquisizione dei prodotti delle P.A. magari incanalata nella retta via con qualche decina di cause con la 67/2006.
Consiglierei poi a Martines di lasciar stare i più conosciuti addetti ai lavori… mi pare che ancora pochi dei nomi citati si occupano di accessibilità…
Quello che mi domando è: ma noi siam qua a discuterne… ma i disabili che dicono?
Tuesday 9 September 2008 19:47
Sottoscrivo. Timbro e approvo.
Tuesday 9 September 2008 19:53
Idem, con patate (che a quest’ora ci stanno anche bene). Sottoscrivo ogni singola parola.
Wednesday 10 September 2008 9:31
A parte che vedervi arrabbiare fa un po’ specie: se avete tutti ragione, cosa vi arrabbiate a fare? Insomma, delle due l’una: o questa legge era una capolavoro, come avete detto tutti all’uscita, fulgido esempio per l’Europa intera, e allora non si capisce perché abbia fallito. O questa legge faceva acqua da tutte le parti, e allora perché siete tutti saltati addosso a chi ne sottolineava le carenze? Quando - mi sembra - sulla lista di Trevisan, Spallino ha detto che la legge non si applicava se non c’era un contratto e che, se si voleva aumentarne la forza, andava modificata, vi ricordate lo straccio di vesti? Poi, dopo qualche tempo, è stato proprio Scano a chiedere che venisse modificata in questo senso. Insomma, un po’ di obiettività. Che male avrà poi fatto il mite Diodati?
Wednesday 10 September 2008 10:35
@Giorgio:
Nessuno ha detto che questa legge è un capolavoro. Le leggi non falliscono per le ridicole questioni di forma che segnalano i paladini del “fatta la legge trovato l’inganno” ma per la mancanza della volontà politica di applicarle sul serio. Non capisco poi il riferimento a Michele, che è un amico stimato.
L’ho già detto ma mi sa che è opportuno ripeterlo. La ricerca della perfezione in una legge o in un decreto è ridicola. Il valore etico di questa legge avrebbe dovuto portare le persone eticamente responsabili a smetterla con queste menate, il cui unico effetto è stato quello di fornire un appliglio a chi voleva, per questioni politiche ed economiche, che questa legge fosse affossata. Complimenti, avete fatto un ottimo lavoro. Ora il bambino è stato gettato insieme all’acqua sporca.
Io invece, in questi anni, ho scelto un’altra strada: in primis promuovere la cultura dell’accessibilità con eventi gratuiti di alta qualità (oltre ai vari seminari basta citare il Web Senza Barriere) ed eventi formativi seri, sempre gratuiti, come quelli organizzati dal CNIPA stesso. Insieme a ciò ho cercato di dare il mio contributo positivo per l’interpretazione tecnica dei requisiti, oltre a lavorare sul campo (non chiacchiere) facendo una marea di valutazioni di accessibilità e guidando aziende private e pubbliche amministrazioni verso la conformità. Costruire al posto di distruggere. Ripeto: costruire al posto di distruggere. Ecco perché ora sono giustamente incazzato.
Wednesday 10 September 2008 10:54
Anch’io, oggi, sono incazzato ma con chi ha scritto una legge così mal scritta.
Wednesday 10 September 2008 10:55
@Marco Bertoni
Ci si riferiva a @Livio:
Wednesday 10 September 2008 11:04
Dimmi Aldo, e tu in questi anni cosa hai fatto di concreto per migliorare la situazione? Oltre a lamentarti intendo ;).
Ti propongo una cosa: insieme a una task force di avvocati ed esperti di tua fiducia correggete tutte le leggi italiane che non vi soddisfano, magari fra una ventina d’anni, quando avrete finito, potremo provare ad applicarne una.
Wednesday 10 September 2008 11:10
@Giorgio: ma no dai è solo enfasi, quando si discute di cose che per noi sono importanti lo si fa in modo passionale e animato. Io poi odio il liguaggio politically correct. Chi si sente offeso può comunicarmelo, ma non credo sia questo il caso.
Wednesday 10 September 2008 11:10
Ok. Intanto voi cercate di applicare quelle che non si possono applicare. Con grande gioia degli avvocati …
Wednesday 10 September 2008 11:14
A volte mi chiedo se si parla per far aria.
Avete letto bene l’art. 7 della legge 4/2004? No mi ripeto… avete letto bene l’art. 7 della legge 4/2004?
Bene… è la legge che è fatta male oppure sono i destinatari di quell’articolo che non hanno fatto un benemerito nulla?
Wednesday 10 September 2008 11:16
@Aldo: È proprio qui che ti sbagli Aldo: mentre voi vi lamentavate noi abbiamo aiutato aziende e PA ad applicare la legge. E l’hanno applicata, in barba ai tuoi amici avvocati. Non so più come dirtelo: i cavilli non interessano chi vuole fare le cose: le PA e le aziende con cui ho lavorato volevano applicare la legge non trovare l’inganno. Ora invece grazie all’opera distruttiva che è stata fatta, sarà molto più difficile per tutti. Grazie.
Wednesday 10 September 2008 11:22
@Roberto: la verità è che molta della gente che straparla di questa legge neppure se la è letta. Lo stesso vale per il DM 8 luglio 2005.
Wednesday 10 September 2008 11:34
Non capisco. E chi avrebbe detto qualcosa di male di Diodati? Ho riportarto quello che è accaduto in realtà e non nelle fantasie, e ripondevo a un messaggio che elencava una serie di persone come testimonial di qualcosa dicendo “guarda che fra tutti i testimonial per quel che riguarda Michele è successo così, quegli altri facevano parte dei “cattivi”, ecc. Alla fine di quei testimonial avanza NESSUNO che abbia davvero fatto qualcosa per l’accessibilità, a parte Michele.
Però, è veramente significativo come si continui pervicacemente a fare riferimento a cose ormai della preistoria e scomparse dal Web, come la da anni defunta lista Humana e altri manufatti del Pleocene. Mi sembra il congresso di Rifondazione, brontosauri contro stegosauri e nessuno si accorge del meteorite. Ma basta…
Wednesday 10 September 2008 12:19
Aggiornamento:
Circola la voce che Stanca abbia rinunciato alla proposta di entrare nel governo come Min. dell’Innovazione.
È la legge di Murphy. Quando una cosa può peggiorare…
Wednesday 10 September 2008 17:58
[...] fine del mondo per colpa del CERN (per ora siam qui…) se ne esce con un articolo ipotizzando la fine dell’accessibilità in Italia che di fatto riprende un mio intervento su Punto Informatico dell’undici luglio 2008. Ad [...]
Wednesday 10 September 2008 19:13
[...] Marco non ha fatto a tempo a chiedersi se l’accessibilità è morta che sono usciti gli zombie. Certo che fa riflettere una cosa così. Intanto per precauzione mi dò [...]
Friday 12 September 2008 1:32
Ritengo un errore l’eventuale chiusura del CNIPA.
Non ricordo di essere stato mai d’accordo su niente con Livio Mondini leggendolo in lista webaccessibile.
Ho sempre ritenuto i 22 requisiti piuttosto migliorabili in chiarezza… Eppure li conosco, li applico, ho insegnato e insegno ad applicarli, li difendo, e la software house per cui lavoro li ritiene talmente importanti che abbiamo appena rilasciato la prima alpha della versione 2 di jAPS - Java Agile Portal System che ha tra le novità principali rispetto alla serie 1.x, il backend a norma legge Stanca.
Per dire: anche grazie al CNIPA sto avendo le mie belle, ed etiche, soddisfazioni lavorative.
Bau,
Wiz
Friday 12 September 2008 20:18
William Ghelfi, ti spiace citare una qualche discussione dove questo sia successo? Così. tanto per parlare di cose concrete.
Comunque, potevi scrivere la stessa cosa senza citare i prodotti della tua azienda, sarebbe sembrato più pulito. Ti ho sempre ritenuto un bravo tecnico, ma un po’ zombie. Mi sembra inutile spiegare per quale motivo, lo vedi qui sopra.
Credo che vivremo entrambi lo stesso, ti pare? Auguri a te e al tuo CMS col backend a norma Stanca, però allora le discussioni a qualcosa son servite :-)
Monday 15 September 2008 22:10
Visto il tenore della tua risposta, mi sembra inutile fornire ulteriori spiegazioni.
Bau,
Wiz
Tuesday 16 September 2008 9:19
Certo, è colpa dei tenori e dei baritoni. Ma per favore su, lascia stare.
Tuesday 30 September 2008 11:31
[...] vigore della legge Stanca, di un ufficio per controllare e supervisionare la sua applicazione. Su Semplicemente.org leggo che quest’ufficio sarà presto smantellato del tutto. Molto probabilmente questo [...]
Tuesday 21 October 2008 16:28
[...] notizie, anche oggi, che in Italia già ne arrivano poche tutti i giorni vero? Ed è toccato a Semplicemente far da ambasciator a tali nuove: l’Ufficio Accessibilità del CNIPA viene epurato! E’ incredibile [...]