Semplicemente

CMS Open Source e accessibilità

Friday 29 August 2008 Cristina De Persis, ultimo aggiornamento: Friday 29 August 2008.

Con questo articolo voglio introdurre un’analisi dei CMS Open Source, disponibili in rete, che si dichiarano accessibili e conformi alla Legge 4/2004, meglio nota come Legge Stanca.

Le capacità informatiche, l’impegno nel sociale e l’attenzione verso l’accessibilità di due insegnanti napoletani ha permesso la creazione di un CMS italiano, Open Source e quasi totalmente accessibile (sia nel backend che nel frontend). Si chiama ITCMS ed è scaricabile dal sito www.itcms.it.
Gli sviluppatori sono due persone molto vicine all’ambiente della disabilità, sia per professione che per indole personale: Antonio Artiaco e Flavio Frontone.

Nel rispetto della legge Stanca ha il layout liquido, è validato alla prima installazione ed è in grado di produrre un codice XHTML Strict pulito, ha la grafica separata dai contenuti, inserisce automaticamente gli accesskey ai link presenti nel menu principale ma anche a tutte le pagine o moduli create in automatico dagli amministratori, è compatibile con IE, Firefox, Opera e non usa applet java.
Come utilizzatrice di questo CMS posso confermare che ha un’interfaccia intuitiva, l’installazione dei moduli è semplicissima, non necessita di database e contiene tutti gli strumenti classici di un sistema di gestione contenuti web, (pubblicazione notizie e commenti, forum, guestbook, Wiki, galleria immagini, gestore Links, messaggistica ecc.).

Quando si parla di accessibilità non ci si dovrebbe limitare a pensare alla navigazione dei siti, ma anche alla creazione, alla gestione o all’aggiornamento. Per essere definito accessibile un CMS, oltre a produrre risultati accessibili, dovrebbe essere uno strumento accessibile a tutti.
Ciò che contraddistingue questo cms è proprio la ricerca dell’accessibilità della parte amministrativa, una caratteristica attualmente ben poco diffusa.

Prendiamo ad esempio in considerazione l’editor WYSIWYG accessibile. E’ stato pensato anche per gli ipovedenti, con icone per il richiamo delle funzioni di formattazione ben spaziate e di dimensioni full-size, diverse da quelle standard che sono sempre minuscole e non ingrandibili. Tutti i pulsanti sono etichettati e raggiungibilI con tab. Per esperienza diretta posso dire che l’editor è utilizzabile con lo screen reader Jaws 8, ancor meglio se vengono aggiunti degli access-key. Inoltre anche la grafica dell’interfaccia è stata realizzata secondo i dettami della Legge Stanca e può essere personalizzata con una skin a contrasto elevato.
Purtroppo non tutti i moduli sono ancora accessibili, ma gli aggiornamenti sono continui.

Queste sono solo alcune delle specifiche tecniche che fanno di ITCMS un CMS quasi accessibile. Vi invito a scoprire il resto sul sito, dove è anche presente un forum nel quale gli sviluppatori mettono a disposizione degli utenti le proprie conoscenze e ascoltano i loro pareri per migliorare il proprio lavoro.

Per ovvi motivi è un software molto apprezzato dagli utenti non vedenti ed è stato presentato in più articoli da Nunziante Esposito, componente della Commissione OSI dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e direttore responsabile della rivista online dell’Unione Italiana Ciechi.
E’ doveroso dire che la Commissione OSI stessa sta fornendo il supporto idoneo ad eliminare i punti di inaccessibilità, soprattutto quelli del backend, visto che per il codice prodotto i problemi sono veramente pochi. Tutto questo dimostra un forte interesse a fare di ITCMS uno strumento per tutti.

Cristina De Persis si è laureata con lode nel luglio 2006 in Ingegneria dei Modelli e dei Sistemi (che dal 2008 si chiama Ingegneria Matematica) all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Oggi è una studentessa dell’omonimo corso di Laurea specialistica. Da circa un anno si occupa di accessibilità del web e attualmente lavora ad un progetto della Cooperativa Sociale Servizi Integrati, una ONLUS specializzata nell’erogazione di servizi nel settore della disabilità, ed in particolare della minorazione visiva.

9 Commenti a “CMS Open Source e accessibilità”

  1. Gioacchino dice:

    Ciao, il link http://www.itcms.it. non funziona correttamente, infatti cerca la pagina: http://www.semplicemente.org/2008/08/cms-open-source-e-accessibilita/www.itcms.it

  2. Marco Bertoni dice:

    Grazie Gioacchino ;) Corretto!

  3. Lauryn dice:

    ottimo, lo scarico subito :D

  4. Marco Bertoni dice:

    Bene! Testalo e poi dacci la tua opinione :)

  5. maurizio dice:

    Mi sembra un’ottima iniziativa ma ad una prima osservazione molto superficiale sono rimasto un poco perplesso.
    Osservando il codice XHTML prodotto si notano due problemi che, secondo me, andrebbero risolti:

    Impaginazione con tabelle che si potrebbe evitare;
    Separazione della parte presentazionale dai contenuti che andrebbe affinata.

    Quelli che ho riportato sono problemi facilmente gestibili che non inficiano certo la bontà del progetto.

    Osservando il portfolio si potrebbe poi riaprire la questione su estetica ed accessibilità sollevata da Livio e da te ripresa… ma questo è un altro discorso.

  6. Marco Bertoni dice:

    Si concordo. Cristina ha comunque chiarito che il progetto è “quasi accessibile” e perfezionabile.

    Il design dei siti presenti nel portfolio in effetti lascia molto a desiderare. C’è anche qualche problema di visualizzazione cross-browser. Purtroppo siamo sempre li: l’esperto di accessibilità non è quasi mai anche un designer. E un designer non è quasi mai esperto di accessibilità.

  7. Antonio dice:

    Nelle pubbliche amministrazioni se un prodotto è gratis allora non è di qualità.
    Una emerita commissione interna, capitanata da un prof. ordinario di informatica, ci ha “obbligato” ad acquistare un CMS che utilizza Word come editor html.
    Prezzo 70.000 euro. Evviva!

  8. Marco Bertoni dice:

    Antonio tu mi conosci e sai quindi cosa farei a questo emerito imbecille di cui parli. È la solita vergogna italiana: sprecano i nostri soldi per incompetenza. O sono in malafede e prendono tangenti.

    La cosa che mi rattrista ancora di più è la pochezza culturale, intellettuale e professionale che dimostrano molte università italiane. L’ho già detto ma chi è giovane dovrebbe andarsene, perché non c’è speranza.

  9. Antonio dice:

    Infatti a fine anno me ne vado.
    Torno a fare il topo di laboratorio a Roma. Ma questa è un’altra storia.

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