Tecnologie assitive per disabilità motorie
Friday 4 July 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Friday 4 July 2008.
Le disabilità motorie non sono purtroppo granché considerate dai requisiti tecnici della 4/2004.
Anche in questo blog c’è stata recentemente una stucchevole discussione in merito al requisito 21, proprio perché molti “esperti” o project manager non conoscono la disabilità. Eppure il web è pieno di risorse.
Per chi non capisce il perché la legge richiede, per esempio, che i gestori di eventi non siano dipendenti da un solo dispositivo oppure di distanziare adeguatatamente le parti attive della pagina, o che cosa sia un dispositivo di puntamento alternativo, consiglio la lettura di questi articoli, che mostrano e spiegano una serie di tecnologie assistive per disabilità motorie:


Sunday 6 July 2008 19:49
interessante, alcuni “attrezzi” non sapevo nemmeno esistessero. è utile capire come avviene l’interazione. marò, non si smette mai di imparare!!
Sunday 6 July 2008 20:53
Ora capisci perché mi incacchio quando leggo gente che non ha mai visto un disabile da vicino straparlare di accessibilità e criticare i requisiti perché fa fico e va di moda e il capo è contento che lo fai risparmiare? ;)
Monday 7 July 2008 9:31
essì capisco sì :)
Tuesday 8 July 2008 1:09
Evviva, finalmente due righe sugli ausili!
E’ un po’ che mi occupo di accessibilità ed ho partecipato in pochi anni (circa 3) a un numero “considerevole” di convegni, seminari, corsi, corsetti ecc. (non sono un esperto, ma sono curioso).
Rari i casi in cui si descrivesse come le tecnologie assistive interagiscono con i documenti ed il web in genere. In effetti chi fa web spesso non sa come si comportano oggetti “strani” come Jaws.
Avete mai pensato, per esempio, a quei bei puntini di sospensione che si utilizzano spesso quando si scrive un’email o in un blog? Chi usa uno screen reader alla fine si sente sempre dire:”Punto, punto, punto, punto”.
Divertente no? No!
Saluti
Antonio
Tuesday 8 July 2008 9:23
Ciao Antonio, sono d’accordo. Bisogna considerare il fatto che in Italia progettisti di interfacce e web designer raramente hanno avuto esperienza diretta con persone disabili. L’accessibilità (cioè l’usabilità per le persone disabili) non solo non è mai stata una loro priorità, ma neppure ci hanno mai pensato. Tanto chi vuoi che se ne importi.
Poi è arrivata la 4/2004. E le cose sono cambiate. Molti di questi personaggi hanno dovuto confrontarsi con le necessità dei disabili. E la risposta è stata aggressiva: dagli contro ai requisti tecnici, critiche distruttive, affermazioni ridicole dettate dall’ignoranza in materia ecc. Mentre negli USA già da tempo si considera l’accessibilità come un’opportunità di business e non un costo, qui da noi il ritardo è disarmante.
Una esemplificazione del ragionamento all’italiana? I progettisti di un sito come l’e-commerce di Basko (un supermercato virtuale dove si può ordinare la spesa da casa) prima di produrre questa interfaccia orrenda che è un orgia di frame, potevano chiedersi se, per esempio, un disabile avrebbe potuto trarre vantaggio da un servizio come questo e se magari non fosse il caso di preoccuparsi dell’accessibilità dell’interfaccia?
Ma no, gli UI designer laureati all’università della Fuffa di queste cose se ne fregano.
Spero che il futuro ci porti buone nuove, che per me potrebbero essere: la revisione dei 22 requisiti e l’inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta la 4/2004. Sarebbe anche ora, però, che le associazioni di disabili si muovessero.
Tuesday 8 July 2008 16:02
Aspettatevi un bel temporalone :D
Tuesday 8 July 2008 16:04
Bene bene, non vedo l’ora che piova! :)
Wednesday 9 July 2008 10:07
E allora consiglio a tutti il bell’evento organizzato da ASPHI: Handimatica.
Nella mostra convegno, organizzata ogni due anni, si fa il punto su quello che il mercato propone sulle tecnologie assistive, con qualche buona demo di ausili.
Wednesday 9 July 2008 11:37
Si io ci sarò ovviamente :)