Ladri di contenuti
Sunday 20 July 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Sunday 20 July 2008.
Chi non ha idee, ruba quelle degli altri.
Ieri mi è successo di trovare un mio articolo copiato e incollato in un sito commerciale di pessima qualità, del quale non farò ovviamente il nome.
Ne ho chiesto la rimozione immediata, ed è stato fatto, non senza qualche polemicuccia. Dato che i ladri spesso al posto di scusarsi attaccano.
Questo episodio sgradevole, comunque, mi serve come spunto per chiarire alcune cose:
I contenuti di questo blog sono tutti sottoposti a una licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia. Vediamo cosa significa:
Il lettore è libero di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera (oppure ballarci la rumba, fumarsela ecc.) ma solo alle seguenti condizioni:
- Attribuzione. Devi attribuire la paternità dell’opera a Marco Bertoni (e aggiungere obbligatoriamente un link all’articolo originale) e non devi in alcun modo suggerire che io avalli te o il modo in cui tu usi l’opera.
- Non commerciale. Non puoi usare quest’opera per fini commerciali. Non solo non puoi “venderla” o usarla per fare soldi (per esempio come materiale di un corso in cui sei il docente), ma non puoi usare la mia opera se hai un sito commerciale, se vendi un prodotto e così via.
- Non opere derivate. Non puoi alterare o trasformare quest’opera, né usarla per crearne un’altra.
In conclusione, se sei uno studente o un professionista o un navigatore curioso che ha un blog non commerciale, o che userà il materiale per scopi non commerciali, puoi prendere tutto quello che vuoi purché citi l’autore (io), metti un link al mio sito e non modifichi l’opera.
Se sei un’azienda o un professionista la cui presenza sul web, o il modo con il quale intendi usare l’opera, ha fini commerciali ti è assolutamente vietato usare la robaccia che scrivo.
In tutti i casi, anche per chi rientra tra quelli che possono, fare copia e incolla di un intero articolo è a mio avviso un errore, molto meglio citarne qualche parte (utilizzando l’appropriato tag <blockquote>), fornire il collegamento all’articolo originale e aggiungere i propri commenti. Solo così si fa cultura: esprimendo le proprie opinioni e non limitandosi a riverberare quelle degli altri.

Sunday 20 July 2008 15:25
Eh Marco c’hai ragione ad incazzarti… non sai quante volte capita pure a me! Ho trovato anche delle mie soluzioni accessibili: un esempio? l’uso dei commenti condizionali in flash per la compatibilità cross-browser, per cui m’aveva citato pure Joe Clark http://joeclark.org/access/captioning/bpoc/embed-object.html me lo son trovato “accreditato” ad un altro accessibilista italico :D).
E’ un po’ come a scuola… se devi copiare almeno copia bene e cita la fonte… altrimenti i prof(essionisti) si incazzano :-)
Sunday 20 July 2008 15:33
Hai ragione, anche se a me vien da dire che se uno desidera avere un minimo di credibilità deve studiare (molto) e poi provare a scrivere qualcosa di originale. Mi riferisco sempre a chi fa commercio dell’accessibilità. Questa gente non capisce che chi investe ore del suo tempo (gratis) per scrivere articoli allo scopo di diffondere la cultura dell’accessibilità poi è normale che si incazzi se qualche furbetto fa il copia e incolla e usa il tuo nome e il tuo lavoro per dare un po’ di credibilità al suo prodotto.
Tra l’altro avresti dovuto vedere l’arroganza e la maleducazione di questo personaggio.
Sunday 20 July 2008 16:42
Urka, come mi incazzerei io! Ma in questo periodo hanno tutti voglia di litigare? Ho appena sedato una rissa verbale su Iwd hihihi
Sunday 20 July 2008 16:56
Sarà la luna Lauryn ;). Io mi arrabbio veramente solo quando chi è in torto, al posto di scusarsi si comporta in modo arrogante e maleducato. In questi casi è meglio non provocarmi perché son più cattivo io ;).
Tuesday 22 July 2008 11:22
[...] ovviamente, e in fin dei conti molti contenuti delle pagine Web attuali vengono generati da copisti, più o [...]
Wednesday 23 July 2008 15:59
Fatto quello che devi fare, non ti curar di loro ma guarda e passa…
Wednesday 23 July 2008 16:44
Finalmente mi date l’opportunità di disquisire della faccenda. Credo il tema del furto di proprietà intellettuale “verbale” sia risolvibile solo con due armi: la qualità del contenuto e la sua forma. Ovvero, producendo contenuti originali talmente propri da non essere considerati rubabili nemmeno dallo scriba più distratto e con uno stile che non permetta il copia/incolla. “Solo un Bertoni o uno Scano potrebbero scrivere una cosa così”. E ci vorrebbe troppa fatica per riscriverli con un altro stile. Bianciardi o Montanelli o Amis o Hollebeq sono esempi di proteggibilità della forma. I CC sono un palliativo: come cercare di mantenere la proprietà di una goccia di perrier dentro il lago di costanza. Roba a cui solo uno svizzero può credere. Anche perché mentre stiamo dibattendo qui, qualche pezzo del Bertoni è da qualche parte in qualcos’altro letto da qualcun altro con buona pace di tutti. Mi rendo conto dell’aspetto sociale dei CC, della loro intenzione e della necessità di una propspettiva. E per questo vanno benissimo. Ma poi uno (se proprio vuole) ascolta Zucchero o vede una qualsiasi pubblicità in giro in Italia e poi parte e va a Londra… be’. Figuratevi online. Pace, appunto.
Wednesday 23 July 2008 16:58
Ciao Nic! Sono d’accordo con te. Infatti la mia incazzatura non è per la riproduzione del contenuto. Il Web è il paradiso del copia e incolla e sarei un presuntuoso se pensassi che i miei testi meritano una qualche protezione o sono particolarmente originali. Certo ognuno ha il suo stile e io credo che il mio sia abbastanza riconoscibile (lo chiamerei stile beffardincazzososeriumoristico). Il mio unico problema sull’uso della robaccia che scrivo è quando qualcuno usa il tuo nome e le tue idee, magari noti in un ambiente particolare, per avallare un prodotto. Questo è sbagliato. È scorretto.
Wednesday 23 July 2008 17:41
Sì, se uno ne fa commercio poi non esiste. Però con rammarico devo dire che hai ragione. Con estrema sorpresa ho appena scoperto un corso universitario che ha copiato gran parte dei contenuti che in questo momento sto pubblicando, cose del webbit 2004 che voglio risistemare. Io anche avevo preso materiale da altri, è la cosa bella di Internet, ma valutando ben bene cosa citavo e citando ovviamente le fonti. Però, a vedere che un prof “vende” il “markup del medioevo”, cazzo se mi son girate :-).
Wednesday 23 July 2008 17:50
Questa è una vergogna. Ho letto l’articolo di cui parli nel tuo blog e non solo mi è piaciuto, ma me lo sono studiato :). Che un docente universitario rubi è l’ennesima prova che in molti casi l’università è la vera tomba della creatività e della cultura. Citare le fonti è il minimo, una questione di correttezza ma anche di intelligenza.
Wednesday 23 July 2008 18:05
oh, parola, compresi gli esempi (il mio era del 2004, il corso del 2007). Solo che ce n’è uno sbagliato, ma mica glielo dico :-). Io intanto ho corretto il mio, lui che si arrangi. Spero che trovi qualche studente che gli dice oh prof, ma quella non è una processing instruction, non è che si è sbagliato a fare copia e incolla?
Wednesday 23 July 2008 18:55
Insisti con il beffardincazzososeriumoristico, aggiungerei anche “belinante” (dall’inglese “belining”) per dargli quella collocazione regionalistica.
Wednesday 23 July 2008 20:54
E poi ci chiediamo perchè le università non ci cercano… ecco la risposta! Cercano quel che scriviamo per venderselo come loro :-)
Vabbè… per stasera chiudo…. nano nano (e non è un saluto politico… è un saluto alla mork :D)
Wednesday 23 July 2008 22:09
@nic ahhhh fantastico “belinante” è sublime :D