Il cambio di rotta del CNIPA
Friday 11 July 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Friday 11 July 2008.
Accessibilità informatica, il CNIPA cambia rotta? è il titolo dell’articolo di Roberto Scano uscito oggi su Punto Informatico. Per chi ha a cuore l’accessibilità le notizie non sono buone. Ecco i miei commenti.
Roberto dice:
La logica che sconcerta è che in un contesto caratterizzato da grossi richiami a livello internazionale sull’e-inclusion e sull’impiego delle ICT a favore della categorie svantaggiate, al CNIPA non si modifica per fare meglio, ma si modifica per non fare più nulla, non ci si preoccupa di chi deve svolgere quelle funzioni: si è erogata formazione con grande soddisfazione degli utenti; ora al CNIPA non si farà più formazione, ma non si sa chi la farà o non si sa come qualcun’altro la potrà fare. Grazie alle intuizioni manageriali del CNIPA l’accessibilità sta implodendo e viene affidata solo alla buona volontà degli utenti pubblici o privati.
Il capitolo sul blocco della formazione da parte del CNIPA è sconcertante. Posso assicurare, dato che sono stato uno dei docenti, che oltre a riscuotere il favore dei partecipanti questi corsi rispondevano solo parzialmente (una o massimo due edizioni all’anno) alla enome domanda di formazione da parte dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni. Ed erano un motivo di vanto per il CNIPA. Ora in effetti è tutto fermo.
Questo clima è percepito globalmente: negli anni scorsi, pensando che l’accessibilità fosse un business1, c’è stata una corsa alla formazione in tal senso. Molti si sono improvvisati esperti proponendo percorsi formativi delinquenziali, con docenti il cui curriculum non comprendeva neppure una voce che avesse a che fare con il tema. Per non parlare dei Master che alcune università hanno provato a proporre (meglio tacere). Infine la leggerezza con cui, nella corsa a diventare valutatore di accessibilità, alcuni risibili soggetti si sono improvvisati “esperti tecnici”. Ebbene ora è tutto calmo.
In Italia è difficile progettare percorsi a lungo termine. Ogni governo ha la tendenza infantile alla distruzione dei giocattoli del governo precedente. Siamo fatti così. Siamo fatti male.
Non risulta ad oggi alcuna procedura che consenta ai privati di ottenere il cosiddetto “bollino di conformità”.
Mentre quindi le P.A. possono autocertificarsi (ed al CNIPA è consentita solo la facoltà di consegnare l’autorizzazione all’uso del logo), il privato invece non può utilizzare un logo pensato proprio per il riconoscimento delle best practices da parte di soggetti non destinatari della Legge.
Questa è una delle assurdità che sta lentamente affossando l’accessibilità in Italia. C’è stata una forte domanda di accessibilità da parte delle società private. Non parlo a vanvera, ma per esperienza professionale. Molte di queste società si sono tirate indietro appena saputo che il loro sforzo non sarebbe stato riconosciuto dal CNIPA. Lo so, in un mondo perfetto non ci sarebbe bisogno di medaglie. Ma nel mondo reale si.
Ecco perché è assurdo che le Pubbliche Amministrazioni si possano autocertificare mentre i privati debbano sottoporsi alla radiografia da parte delle società di valutazione, senza neppure potersi poi fregiare del maledetto bollino. Non è equo. Questo ha gravemente allontanato il mondo del privato dall’accessibilità del Web. Oltre a stimolare l’autocertificazione selvaggia.
Come si potrà notare è necessario che chiunque abbia dei compiti specifici previsti dalla Legge debba assumersi le proprie responsabilità, ricordando che vi sono normative (vedasi ad esempio la Legge 67/2006) che consentono a qualsiasi cittadino discriminato dall’inaccessibilità dei servizi di rivolgersi al tribunale per la rimozione della “barriera digitale” con indennizzo dei danni (anche morali).
Il mio auspicio è che l’elefante che dorme si svegli. Che fiocchino le denunce. Che siano i cittadini a far bruciare il sedere ai dirigenti indolenti. A porre rimedio dal basso. Che le multinazionali e le aziende (o le azienducole) che remano contro per interesse (e i loro dipendenti/blogger prezzolati) si debbano adeguare senza musse, come si dice a Genova. In Italia, probabilmente, questa è l’unica strada praticabile per uscire da questo pantano.
Dopo tutto questo chiunque getterebbe la spugna dicendo: per l’ennesima volta l’Italia passa dalle stelle alle stalle… Ma in questo caso è un dovere di chiunque operare per garantire che ciò che stiamo portando avanti da anni - ovvero l’idea secondo cui l’accessibilità è un principio di sviluppo e non un “plug-in” da vendere al cliente - non venga accantonato a causa di mancata competenza e di errate scelte organizzative di qualchesia ente.
Esatto.
Note
- E qualche idiota ancora adesso pensa che Scano, o il sottoscritto, si faccia i miliardi con l’accessibilità. [indietro]

Friday 11 July 2008 13:15
Che dire… Però, una riflessione: a mio parere uno dei motivi di poca efficacia (perché di insuccesso non se ne può proprio parlare, tutti ne hanno almeno sentito parlare) della Stanca è l’estrema frammentazione delle attività. Ognuno a inventarsi una strada, magari anche in buona fede anche se purtroppo la maggior parte delle iniziative puntava a chissa quale business (ricordo ancora che c’era chi farneticava di legge ad personam per far vendere a Scano Fruibile, la demenza non ha limiti - a proposito di blogger prezzolati -), nessuna comunicazione fra utenti e sviluppatori, anche da parte di chi dell’accessibilità dovrebbe fruire per primo, addirittura un tentativo di affossamento del decreto art. 5 (libri accessibili) da parte di UIC,
Troppe chiacchere e troppa poca incisività. L’ufficio Accessiilità resterà nella mia mente un esempio di come dovrebbe funzionare la Pubblica Amministrazione.
Con quello che aveva a disposizione De Vanna ha fatto i miracoli.
Però, anche qui, basta un ufficio se non ha strumenti per intervenire, richiamare, *obbligare* chi dovrebbe applicare la legge? E’ un po’ come dare a un vigile fischietto e paletta ma non dargli la possibilità di usarli per regolare il traffico.
Friday 11 July 2008 14:15
Daccordissimo con Livio.
P.S. Marco, l’ennesimo tipo che crede che ci siam fatti le ville con l’accessibilità ha fatto il primo post di oggi :-)
Friday 11 July 2008 14:35
Da poco mi sono affacciata in questo mondo dell’accessibilità e già mi si smonta davanti agli occhi!
Come novella non posso che stare a guardare e dare il mio sostegno.
ps: Roberto, gli invidiosi ci sono sempre ahah mi sa che il tipo non ha mai neanche fatto un sito, oppure ne ha fatti e crede di essere l’unico sulla faccia della terra a guadagnare altro che fantastiliardi con il web. Chissà perchè molti pensano che fare il webdesigner sia un lavoro con guadagni da nababbo :D
Friday 11 July 2008 14:37
ho riportato anche io la notizia, nel caso ci siano commenti seri ve lo cito:
http://www.italianwebdesign.it/che-succede-al-cnipa/
Friday 11 July 2008 15:39
È verissimo, come dice Livio, che l’Ufficio accessibilità del CNIPA ha fatto miracoli con le poche risorse che aveva. Molti di quelli che criticano dovrebbero inchinarsi di fronte a gente che con i più bassi stipendi possibili (basta leggersi le cifre che Brunetta ha reso pubbliche per notare che dipendenti e consulenti dell’Ufficio accessibilità sono tra quelli meno pagati) ha reso l’accessibilità una realtà in Italia.
Resta il fatto che l’indolenza italiana la si smuove purtroppo solo con le sanzioni, e la 4/2004, lo sappiamo, ne è sostanzialmente priva.
Un altro auspicio, infatti, sarebbe quello della rinascita di un ufficio accessibilità con più potere. Molto più potere.
Friday 11 July 2008 15:43
Ho visto Roberto che ancora c’è chi pensa che siam ricchi grazie a un paio di consulenze al CNIPA. Mi verrebbe voglia di presentare questi imbecilli alla mia commercialista. Son tre anni che non vado in ferie perché non ho i soldi neanche per piangere. Ma deve essere una nuova moda di noi nababbi.
Friday 11 July 2008 15:46
massì, sei un radical chic :-) io anche non ricordo da quando non vado in ferie.
Friday 11 July 2008 16:18
Si si :) … infatti stasera, come tutti i venerdì, me ne andrò sul mio Yacth di lusso, ancorato al porto antico di Genova, a parlare di semiotica e filosofia del linguaggio insieme a un gruppo di ballerine brasiliane.
Friday 11 July 2008 17:49
ahhaahahahah
Friday 11 July 2008 18:27
Ferie? boh… quest’anno faccio 10 anni… 10 anni di non - ferie :-)
Friday 11 July 2008 20:21
Tu e Marco non fate testo, abitate dove la gente paga per andare in ferie. Venite qui nella Padania, e io faccio una settimana al Lido e una settimana in Liguria. PENTITEVI! :-)
Saturday 12 July 2008 11:09
Perfetto !
Sono davvero un uomo fortunato !!!
Dopo anni di lavoro finalmente mi viene chiesto di realizzare un CMS accessibile così di prima mattina comincio le ricerche e logicamente lo faccio partendo da Bertoni, Scano e Punto Informatico; cosa scopro ?
Che ci capisco ancora meno di prima !
Povero me …. sarà dura ……
Sunday 13 July 2008 17:40
Caro Adriano guarda che il cambio di rotta del CNIPA non significa che l’accessibilità in Italia è finita, anzi.
Forse, come si diceva in altri post, ora serve uno scossone… uno di quelli belli forti. E non è detto che non arrivi :-)
Sunday 13 July 2008 21:37
Qualcuno diceva: non ti curar di loro ma guarda e passa.
Come ho già detto più volte l’accessibilità deve divenire una cultura, un modo di pensare e di lavorare.
Certo finché hanno potuto hanno fatto quanto più possibile, ma gli addetti ai lavori devono continuare.
Friday 15 August 2008 16:47
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