Requisiti for dummies - seconda parte
Thursday 5 June 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Tuesday 19 August 2008.
Continua la disamina dei 22 requisiti …alla mia maniera.
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Dodici
- Devi fare in modo che il testo possa essere ridimensionato (ingrandito). Anche con Internet Explorer 6 e precedenti (menu Visualizza > Carattere).
- Quando il carattere è ingrandito non deve esserci sovrapposizione tra le diverse parti della pagina. Anche ridimensionando la finestra.
- Devi usare un layout liquido (elastico).
Una delle prime obiezioni che fu fatta a questo requisito fu che esso non indica la percentuale di ingrandimento del carattere e la risoluzione dello schermo minime con le quali testare la conformità. Ti propongo un quiz: perché considero stupida questa obiezione? Chi da la risposta esatta vince un aperitivo con il sottoscritto a Genova.
Tredici
Lo sapevo. CSS è per te così difficile da imparare che usi ancora le tabelle per il layout. Sei irrecuperabile. Per fortuna il legislatore ci ha pensato: se proprio vuoi usarle in modo improprio allora fallo, ma nelle tabelle di impaginazione non usare mai elementi e attributi propri delle tabelle dati: non scrivere mai immani scemenze come summary="tabella di layout", non inserire mai le celle di intestazione (th) e tanto meno gli attributi scope, id1 , headers ecc.
Ma davvero usi ancora le tabelle per il layout? Ho sentito che all’Ikea assumono, hai mai pensato di cambiar mestiere?
Quattordici
Devi assolutamente associare a tutti i campi di tutti i moduli un’etichetta (elemento label) perché altrimenti le persone che navigano con tecnologie assistive potrebbero avere seri problemi nella compilazione.
Se non sai di che parlo leggi questo interessante articolo.
Quindici
Un bel po’ di gente naviga con gli script disabilitati. Devi fartene una ragione. Quindi devi garantire che le tue pagine siano utilizzabili anche da chi ha disabilitato gli script, gli applet o altra robaccia 2.0.
Ma il legislatore non è folle. Se per motivi religiosi non puoi fare a meno dei tuoi script inaccessibili, allora dai una spiegazione testuale della funzionalità (che il 15% degli utenti si perderà) e, come impone il requisito Tre, fornisci un’alternativa testuale equivalente.
Hai voluto lo script? E ora pedala.
Gli script però non sono il demonio. Basta leggere PPK per capire che con un po’ di competenza si può fare tutto ciò che si vuole.
Sedici
Devi sempre ricordare che non esiste solo il mouse. Ci sono persone che hanno problemi agli arti superiori e non possono usare il mouse. Se tu stesso ti rompessi un braccio (non che te lo auguri) come faresti a usarlo? Ti propongo un esperimento: fasciati ben strette le mani con un pezzo di stoffa (come fanno i pugili prima degli incontri) e poi prova a usare il mouse…
Ecco perché, per esempio, se decidi di associare ad un oggetto un evento onmouseover devi associare anche un evento onfocus. Così l’azione sarà indipendente dal singolo dispositivo. Approfondisci.
Diciassette
Devi garantire che le funzionalità (per esempio un menu) e le informazioni (il testo) presenti negli script, negli applet, nelle animazioni Flash siano direttamente accessibili alle tecnologie assistive.
Questo significa che devi installare uno screen reader e provare a navigare all’interno della tua animazione Flash. Se qualche “esperto” ti ha detto che Flash non può essere accessibile, mandalo al diavolo e digli di leggersi la letteratura in merito e questi articoli.
Diciotto
Se pubblichi un video importante devi renderlo accessibile a chi non sente e a chi non vede.
L’alternativa testuale equivalente può essere:
- sincronizzata (sottotitoli e descrizione vocale);
- un riassunto testuale;
- una semplice etichetta testuale.
Devi decidere quale opzione utilizzare in base all’importanza del video. Chi decide l’importanza del video? Tu.
Se pensi che sottotitolare un video sia troppo difficile o costoso ti invito a fare un giro su Webmultimediale.
Diciannove
Lo sai che lo screen reader può leggerti direttamente tutti i collegamenti presenti in una pagina? Questo è un modo per evitare la noiosa lettura del testo che precede il collegamento che ti interessa.
Ecco perché il testo dei collegamenti deve essere sempre comprensibile anche al di fuori del contesto.
Ma non solo: quando cambi pagina lo screen reader legge nuovamente tutto dall’inizio (e seguendo l’ordine del testo com’è nel codice). Ecco perché devi inserire nel codice collegamenti che ti consentano di saltare direttamente al contenuto. Sai che palle altrimenti…
Venti
Se la tua pagina si autodistrugge entro un tempo prestabilito, mi raccomando: avverti l’utente indicando il tempo massimo e un’alternativa meno ansiogena per il servizio che offri.
Ricorda che persone diverse hanno tempi di riposta diversi.
Ventuno
Ah. Questo è il mio preferito. Ho pure contribuito a correggere un errore presente nella prima versione dell’enunciato2.
Devi sempre considerare il fatto che per chi ha difficoltà nel controllo dei dispositivi di puntamento è molto difficile selezionare il collegamento o il pulsante giusto se sono troppo ravvicinati. Immagina la frustrazione quando dopo uno sforzo enorme ti scappa il clic sul pulsante sbagliato. Quando ti fischiano le orecchie, pensa alle maledizioni che ti mandano gli utenti per questa mania di appiccicare tutto. Saranno per caso carenze affettive?
La soluzione è semplice: distanziare in modo adeguato pulsanti dei moduli, campi dei moduli, liste di collegamenti e, in generale, tutti gli oggetti attivi all’interno della pagina.
Io aggiungo che anche un’interlinea superiore a quella predefinita è meglio. Ma so che non tutti sono d’accordo: evidentemente c’è chi ama i muri di testo che si vedono così spesso negli orribili portali di molte aziende e pubbliche amministrazioni italiane.
Ventidue
Questo requisito non conta. Serve solo ai fannulloni.
Note
- In effetti l’attributo
iddi per se non è di certo dannoso, come sottolinea un commento sul sito ItalianWebDesign, ovviamente io mi riferivo all’uso in congiunzione conheaders, inutile e dannoso in una tabella di layout. [indietro] - Si è vero: me la sto tirando un po’… [indietro]

Thursday 5 June 2008 16:06
[...] II parte [...]
Thursday 5 June 2008 16:09
Riferendomi al punto dodici, beh secondo me l’obiezione è fondamentalmente stupida perchè un layout definito liquido non dovrebbe avere dimensioni minime.
E sopratutto basta pensare un attimo al fatto che chi è affetto da disfunzioni visive vede sempre meglio il grande in confronto al piccolo.
Ho vinto? :P
Thursday 5 June 2008 17:00
Fuochino :)
Thursday 5 June 2008 17:56
@punto 12: Contando che per un ipovedente, perchè di questo fondamentalmente si sta parlando dato che i ciechi hanno decisamente dei problemi logistici a vedere anche con font a 200 pt, riesce a leggere tranquillamente un testo tra i 14 ed i 18 punti, e che per utilizzare il pc vengono utilizzati schermi “normali” con una risoluzione al minimo (quindi si varia dai 640×480 al massimo di 800×600) ed i contrasti aumentati. Presto fatto il conto se si vuole rendere accessibile il sito a proprio tutti. E quindi ecco la risposta al quesito “esso non indica la percentuale di ingrandimento del carattere e la risoluzione dello schermo minime”. Se poi in aiuto create l’alternativa “apposita” con colori ben contrastati e/o font delle suddette dimensioni non siete nemmeno “obbligati” a sentirvi legati sotto il punto di vista creativo in situazioni particolarmente complesse dovuta a dei design articolati.
Diciamo che ci sono arrivato con la logica e le informazioni che ho imparato lavorando quindi non so se sia presente una regola scritta… anche se non ho vinto un Gin Tonic complimenti comunque per l’articolo ;)
Thursday 5 June 2008 20:58
Dunque partendo dal presupposto che se capitate a Genova (tu e Pr0v4) un gin tonic ci scappa sicuramente :).
Qualche appunto sulle tue argomentazioni:
1 - Non sono d’accordo quando affermi con sicurezza che ogni ipovedente è a posto con caratteri da 14 a 18 punti (inoltre quando si parla di monitor è meglio usare i pixel come unità di riferimento: i punti -
pt- sono una misura tipografica cara ai designer ma inadatta allo schermo). Ti stupiresti di scoprire quanti tipi (e gradi) diversi di ipovisione esistono. Non esiste quindi una misura “adeguata” a tutti gli ipovedenti. Ecco perché il designer deve fare un passo indietro e lasciare all’utente la possibilità di ingrandire quanto e come vuole.2 - Personalmente considero inutile testare il Req. 12 a 640×480. E’ una risoluzione minima non più credibile. Va benissimo partire da 800×600 in su. Non bisogna mai esagerare: il web e il mercato dei monitor cambiano velocemente.
3 - Sulla versione alternativa ad altro contrasto dissento nella maniera più assoluta. L’ipovedente sa usare benissimo il suo sistema operativo (che può impostare ad alto contrasto) e il suo browser. Il designer deve fare del suo meglio per costruire una interfaccia usabile e accessibile, senza versioni alternative.
Tutto IMHO ovviamente.
Consiglio la lettura dell’ottimo articolo di Franco Frascolla.
Saturday 7 June 2008 1:31
Accolgo la tua provocazione come tale ma non concordo, come ho espresso altrove, su alcuni dei punti della Legge in riferimento al web come un tutto.
A mio parere, poi, occorreva rendere esplicito il target di questi appunti, e cioé le PA, piccoli Portfolio websites e siti personali. Così come sono elencati, infatti, suonano come una tavole delle leggi valide sotto ogni cielo e tempo, cosa che, evidentemente, non é.
un saluto.
Saturday 7 June 2008 1:47
Non sono una provocazione. Il mio punto di vista, insieme allo scopo di questi due articoli, è sfatare il mito della difficoltà dell’accessibilità e, in particolare, di questi benedetti (o maledetti) requisiti.
In un certo senso tutti i 21 requisti potrebbero essere ridotti al primo, che a sua volta potrebbe essere riassunto nella massima “impara ad usare i linguaggi standard del web come si deve”.
A me non pare che questo riguardi solo le PA o i siti personali. Riguarda invece la famosa “forma mentis” degli sviluppatori (anche degli sviluppatori di CMS) di cui si parlava. Sarebbe ora di smetterla di spaventarsi di fronte a una manciata di tecniche.
Quando qualcuno mette in discussione il nostro “metodo” di lavoro la reazione è necessariamente aggressiva. E’ umano. Ma non è davvero credibile fare barricata di fronte a questi requisiti, che contengono tecniche che negli USA fanno ormai parte del bagaglio inconscio di uno sviluppatore di medie capacità.
Tuesday 17 June 2008 10:56
Complimenti per i post che hai scritto, semplici e intuitivi, illustrano veramente bene i 22 requisiti.
Tuesday 17 June 2008 11:51
Grazie Tom, anche per il tuo tema che abbiamo utilizzato per il sito del Web Senza Barriere ;).