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	<title>Comments on: Accessibilità totale</title>
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	<description>Il blog di Marco Bertoni</description>
	<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 18:39:40 +0000</pubDate>
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		<title>By: Marco Bertoni</title>
		<link>http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-248</link>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 18:06:34 +0000</pubDate>
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		<description>Pochi davvero temo...</description>
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		<title>By: livio</title>
		<link>http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-247</link>
		<dc:creator>livio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 17:32:48 +0000</pubDate>
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		<description>Mi piace la storiella e anche i webmaster infarinati, per&#242; quanti Mastro Baguette ci sono in giro?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace la storiella e anche i webmaster infarinati, per&#242; quanti Mastro Baguette ci sono in giro?</p>
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		<title>By: Marco Bertoni</title>
		<link>http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-246</link>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 20:05:49 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Livio, come diciamo noi a Genova con la citazione di Zeldman vieni nel mio &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caruggi_di_Genova" rel="nofollow"&gt;caruggio&lt;/a&gt;.

Sulla &lt;em&gt;forma mentis&lt;/em&gt; per&#242; continuo a non essere d'accordo, proprio sulle basi del significato del sintagma. User&#242; nuovamente la metafora del panettiere, che mi diverte non poco.

Pino Michetta &#232; un apprendista panettiere che fa il suo apprendistato da Mastro Baguette, un panettiere illuminato, che gli insegna le buone regole della tradizione, gli fa studiare i "classici" dell'arte della panificazione incoraggiandolo al contempo alla creativit&#224;, per fare un pane innovativo, bello, sano e "per tutti". Pino &#232; anche un professionsita curioso, che sperimenta spesso le nuove vie della panificazione, superando in questo il suo maestro. E' probabile che Pino, con queste basi, negli anni di pratica sviluppi la &lt;em&gt;forma mentis&lt;/em&gt;, chiamiamola del "panettiere illuminato". E questa struttura mentale (fatta di indole + educazione + cultura + influenze) basta eccome per fare di Pino un ottimo panettiere.

Gino Ciabatta &#232; un apprendista panettiere che fa il suo apprendistato da Mastro Puzzetta, un panettiere di terzordine famoso per l'insipienza del suo pane e la cattiva abitudine di impacchettarlo in almeno dieci sacchetti, per aumentarne il peso e cos&#236; guadagnare di pi&#249;. Per Gino, che non conosce il classici della panificazione, il metodo Puzzetta &#232; l'unica verit&#224; sul pane. Puzzetta &#232; anche un despota che malmena Gino ogni qual volta egli si mostra in disaccordo con una qualsiasi delle nefandezze culinarie del Maestro. Per qualche strana ragione per&#242; la gente continua a comprare il pane di Puzzetta. Non perch&#233; sia buono, ma perch&#233; le abitudini son dure a morire. E' probabile che Gino, nonostante la sua indole, con questa cattiva educazione, l'assenza di cultura e queste influenze nefaste sviluppi negli anni la &lt;em&gt;forma mentis&lt;/em&gt; del "panettiere puzzone". Gino per&#242; non &#232; irrecuperabile: come molti ex-apprendisti di Puzzetta han fatto prima di lui, pu&#242; rivolgersi all'Anonima Panettieri, il cui primo dei dodici passi &#232; dichiarare (perlopi&#249; a se stessi) "Mi chiamo Gino Ciabatta e sono un panettiere puzzone".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Livio, come diciamo noi a Genova con la citazione di Zeldman vieni nel mio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caruggi_di_Genova" rel="nofollow">caruggio</a>.</p>
<p>Sulla <em>forma mentis</em> per&#242; continuo a non essere d&#8217;accordo, proprio sulle basi del significato del sintagma. User&#242; nuovamente la metafora del panettiere, che mi diverte non poco.</p>
<p>Pino Michetta &#232; un apprendista panettiere che fa il suo apprendistato da Mastro Baguette, un panettiere illuminato, che gli insegna le buone regole della tradizione, gli fa studiare i &#8220;classici&#8221; dell&#8217;arte della panificazione incoraggiandolo al contempo alla creativit&#224;, per fare un pane innovativo, bello, sano e &#8220;per tutti&#8221;. Pino &#232; anche un professionsita curioso, che sperimenta spesso le nuove vie della panificazione, superando in questo il suo maestro. E&#8217; probabile che Pino, con queste basi, negli anni di pratica sviluppi la <em>forma mentis</em>, chiamiamola del &#8220;panettiere illuminato&#8221;. E questa struttura mentale (fatta di indole + educazione + cultura + influenze) basta eccome per fare di Pino un ottimo panettiere.</p>
<p>Gino Ciabatta &#232; un apprendista panettiere che fa il suo apprendistato da Mastro Puzzetta, un panettiere di terzordine famoso per l&#8217;insipienza del suo pane e la cattiva abitudine di impacchettarlo in almeno dieci sacchetti, per aumentarne il peso e cos&#236; guadagnare di pi&#249;. Per Gino, che non conosce il classici della panificazione, il metodo Puzzetta &#232; l&#8217;unica verit&#224; sul pane. Puzzetta &#232; anche un despota che malmena Gino ogni qual volta egli si mostra in disaccordo con una qualsiasi delle nefandezze culinarie del Maestro. Per qualche strana ragione per&#242; la gente continua a comprare il pane di Puzzetta. Non perch&#233; sia buono, ma perch&#233; le abitudini son dure a morire. E&#8217; probabile che Gino, nonostante la sua indole, con questa cattiva educazione, l&#8217;assenza di cultura e queste influenze nefaste sviluppi negli anni la <em>forma mentis</em> del &#8220;panettiere puzzone&#8221;. Gino per&#242; non &#232; irrecuperabile: come molti ex-apprendisti di Puzzetta han fatto prima di lui, pu&#242; rivolgersi all&#8217;Anonima Panettieri, il cui primo dei dodici passi &#232; dichiarare (perlopi&#249; a se stessi) &#8220;Mi chiamo Gino Ciabatta e sono un panettiere puzzone&#8221;.</p>
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		<title>By: livio</title>
		<link>http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-245</link>
		<dc:creator>livio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 08:04:04 +0000</pubDate>
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		<description>Rispondo con una citazione: Content precedes design. Design in the absence of content is not design, it's decoration.
Jeffrey Zeldman

Da dizionario, forma mentis &#232;: struttura mentale che determina il modo di considerare e interpretare la realt&#224; e che si forma nell&#8217;individuo per indole, educazione, cultura e influenze esterne

Basta questa struttura a fare un buon professionista? certo che no...

fruibile e usabile: mi riferivo all'intervento in una conferenza di una persona che dichiarava: siccome il termine usabilit&#224; non esiste in italiano abbiamo usato frubilit&#224;.

ps: per favore, la discussione &#232; bella, ma i commenti troppo lunghi si fa fatica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo con una citazione: Content precedes design. Design in the absence of content is not design, it&#8217;s decoration.<br />
Jeffrey Zeldman</p>
<p>Da dizionario, forma mentis &#232;: struttura mentale che determina il modo di considerare e interpretare la realt&#224; e che si forma nell&#8217;individuo per indole, educazione, cultura e influenze esterne</p>
<p>Basta questa struttura a fare un buon professionista? certo che no&#8230;</p>
<p>fruibile e usabile: mi riferivo all&#8217;intervento in una conferenza di una persona che dichiarava: siccome il termine usabilit&#224; non esiste in italiano abbiamo usato frubilit&#224;.</p>
<p>ps: per favore, la discussione &#232; bella, ma i commenti troppo lunghi si fa fatica.</p>
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		<title>By: semioticmonkey</title>
		<link>http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-244</link>
		<dc:creator>semioticmonkey</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 21:38:16 +0000</pubDate>
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		<description>ps. chiarisco che la parte dedicata alla 'progettualit&#224;' risponde alle obiezioni di livio cui la seconda persona singolare nel discorso si riferisce.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ps. chiarisco che la parte dedicata alla &#8216;progettualit&#224;&#8217; risponde alle obiezioni di livio cui la seconda persona singolare nel discorso si riferisce.</p>
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		<title>By: semioticmonkey</title>
		<link>http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-243</link>
		<dc:creator>semioticmonkey</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 21:35:15 +0000</pubDate>
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		<description>Ho gioia che tu abbia trovato qualcosa di interessante nelle mie quattro parole buttate gi&#249; di getto proprio in virt&#249; della nostra discussione (della quale ti ringrazio). Quindi, se tu il 'colpevole' dello sfogo :)
Ho gioia anche perch&#233;, scusami la svenevolezza, ci si sente meno 'soli' in questa 'battaglia'.

Intervengo solo per chiarire alcuni punti ed aprire, si spera, un'altra proficua discussione su di un tema che, professionalmente e socialmente, mi sta molto a cuore.

Fruibilit&#224; ed Usabilit&#224; non sono sinonimi, se guardiamo al comune uso dei termini e alla loro diacronia.

&lt;b&gt;Fruibilit&#224;&lt;/b&gt; sta a coprire un spettro semantico che significa la mera disponibilit&#224; all'uso. Mera possibilit&#224; di essere usato.
&lt;b&gt;Usabilit&#224;&lt;/b&gt;, invece, sebbene paia coprire lo stesso spettro sovrapponendosi a fruibile nei dizionari, si riferisce al &lt;b&gt;come&lt;/b&gt; di questo uso, all'uso stesso.
Un termine fa forza sul suffisso di possibilit&#224; (-bilis) in quanto permesso, l'altro in quanto possibilit&#224; dispiegata.
Se infatti analizzi le radici, troverai che fruibile affonda la sua significazione in &lt;b&gt;'fructus'&lt;/b&gt; che &#232; &lt;b&gt;frutto&lt;/b&gt;(e quindi risultato), &lt;b&gt;godere di qualche beneficio&lt;/b&gt;, servirsi, trarre vantaggio.
Usabile, invece, viene da &lt;b&gt;usus&lt;/b&gt; ( come noi diciamo 'usi e costumi') e implica le &lt;b&gt;consuetudini&lt;/b&gt; (cui, per esempio, Nielsen fa sempre giustamente riferimento) con riferimento al loro lato &lt;b&gt;'attivo'&lt;/b&gt; e non di mera disponibilit&#224; (che, del resto, sarebbe impossibile. Un uso &#232; tale proprio in quanto attivamente dispiegato. Attivo. &lt;b&gt;Condiviso&lt;/b&gt;). Uso, esercizio, prassi sono i termini che meglio guidano nella comprensione di 'usabile'.

Nel nostro caso, la fruibilit&#224; dovrebbe indicare che un website &#232;, per cos&#236; dire, aperto all'uso (&#232; possibile usarlo), ne posso trarre un qualche beneficio per il solo fatto della sua esistenza (ma non &#232; detto che lo faccia) mentre 'usabile' sta ad indicare che l'&lt;b&gt;uso effettivo&lt;/b&gt; &#233; conforme a dei principi di familiarit&#224;, di prassi condivisa (su 'prassi' un certo Charles S. Peirce, 'inventore' della semiotica ha ancora moltissimo da dire).

In altre parole, &lt;b&gt;non esiste un web site 'pubblico' che non sia fruibile da qualcuno ma pu&#242; esistere un web site 'pubblico' che non sia usabile&lt;/b&gt;.
Mi fermo qui ch&#233; altrimenti va a finire che facciamo un seminario di linguistica di cui il mondo non ha bisogno :)

Riguardo la 'progettualit&#224;' implicita nella realizzazione di un web site (o web application), &#232; ovvio il contrario di ci&#242; che dici.
Mi spiego. Qui quello che fa problema non &#232; il progetto in se, il suo essere necessario, ma il &lt;b&gt;come&lt;/b&gt; di questo progetto. La relazione tra i termini che compongono gli elementi costitutivi del progetto come insieme. La configurazione del campo.
Un panettiere &lt;b&gt;pu&#242;&lt;/b&gt; fare (e lo fa) uno schifo di pane, un altro pu&#242; farlo buono (raramente). Entrambi sanno che devono usare il lievito ma vi &#232; qualcosa, oltre il mero elenco degli ingredienti, che rende il pane di uno &lt;b&gt;migliore&lt;/b&gt; di quello dell'altro.
Qualcuno chiama questo 'passione'. Qualcun altro 'forma mentis' che indica solo una relazione di &lt;b&gt;tutto&lt;/b&gt; l'insieme &lt;b&gt;cognitivo&lt;/b&gt; e non solo lo spazio limitato al campo di applicazione (il campo del fare il pane).

Conosco fior fiore di developers che, messi dinanzi ad una GUI, tirano fuori il peggio di se. Perch&#233;?
Se seguissimo il tuo dire potremmo ben concludere che non vi dovrebbero essere problemi di usabilit&#224; e che, ad esempio, Win Vista non dovrebbe avere i problemi di usabilit&#224; che invece mostra ad ogni pi&#232; sospinto.
Avranno quelli di Microsoft (o Adobe o Oracle o Apple o...) progettato la loro applicazione? Evidentemente si, ne &lt;b&gt;usufruiamo&lt;/b&gt;.
Avranno curato la usabilit&#224; di questa? Evidentemente no, ci lamentiamo.
L'assioma progetto = progetto usabile &#232; insostenibile allo stato dei fatti in quanto, scusami, non vede il problema dove problema &#233;.

Che poi noi ci si nutra di banalit&#224;, mi pare cosa pacifica. Nessuno di noi sta tentando la Teoria del Tutto ma ognuno di noi cerca di porre l'attenzione su semplici &lt;b&gt;usi&lt;/b&gt; quotidiani rivelandoli come importanti a coloro che queste banalit&#224; non vedono impegnati come sono sulla risoluzione del problema del senso della vita (o, meglio, del far profitto dando calci nel sedere al loro cliente e prendendosela con altri quando poi il cliente scappa, giustamente, a gambe levate).

Chiss&#224; come mai i peggiori problemi sono quelli pi&#249; banali, quello che ci stanno sotto il naso e che non vediamo.
Un bambino ha molto da insegnarci con le sue domande banali. Se solo le ascoltassimo.

Una citazione per chiudere
&lt;i&gt;&#8220;Quando un designer segue le convenzioni, gli utenti possono dedicarsi ai contenuti&#8221;&lt;/i&gt;
Ci stiamo interrogando e spingendo ad interrogarsi proprio su quali siano queste convenzioni, perch&#233; esse siano convenzioni, a quali processi semiotici e percettivi essi obbediscano, come seguirle senza sminuire la differenza (criterio fondamentale del mercato sotto il nome di differenziazione/posizionamento), come se in che misura e quando violarle.
Non poco come ovviet&#224;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho gioia che tu abbia trovato qualcosa di interessante nelle mie quattro parole buttate gi&#249; di getto proprio in virt&#249; della nostra discussione (della quale ti ringrazio). Quindi, se tu il &#8216;colpevole&#8217; dello sfogo :)<br />
Ho gioia anche perch&#233;, scusami la svenevolezza, ci si sente meno &#8217;soli&#8217; in questa &#8216;battaglia&#8217;.</p>
<p>Intervengo solo per chiarire alcuni punti ed aprire, si spera, un&#8217;altra proficua discussione su di un tema che, professionalmente e socialmente, mi sta molto a cuore.</p>
<p>Fruibilit&#224; ed Usabilit&#224; non sono sinonimi, se guardiamo al comune uso dei termini e alla loro diacronia.</p>
<p><b>Fruibilit&#224;</b> sta a coprire un spettro semantico che significa la mera disponibilit&#224; all&#8217;uso. Mera possibilit&#224; di essere usato.<br />
<b>Usabilit&#224;</b>, invece, sebbene paia coprire lo stesso spettro sovrapponendosi a fruibile nei dizionari, si riferisce al <b>come</b> di questo uso, all&#8217;uso stesso.<br />
Un termine fa forza sul suffisso di possibilit&#224; (-bilis) in quanto permesso, l&#8217;altro in quanto possibilit&#224; dispiegata.<br />
Se infatti analizzi le radici, troverai che fruibile affonda la sua significazione in <b>&#8216;fructus&#8217;</b> che &#232; <b>frutto</b>(e quindi risultato), <b>godere di qualche beneficio</b>, servirsi, trarre vantaggio.<br />
Usabile, invece, viene da <b>usus</b> ( come noi diciamo &#8216;usi e costumi&#8217;) e implica le <b>consuetudini</b> (cui, per esempio, Nielsen fa sempre giustamente riferimento) con riferimento al loro lato <b>&#8216;attivo&#8217;</b> e non di mera disponibilit&#224; (che, del resto, sarebbe impossibile. Un uso &#232; tale proprio in quanto attivamente dispiegato. Attivo. <b>Condiviso</b>). Uso, esercizio, prassi sono i termini che meglio guidano nella comprensione di &#8216;usabile&#8217;.</p>
<p>Nel nostro caso, la fruibilit&#224; dovrebbe indicare che un website &#232;, per cos&#236; dire, aperto all&#8217;uso (&#232; possibile usarlo), ne posso trarre un qualche beneficio per il solo fatto della sua esistenza (ma non &#232; detto che lo faccia) mentre &#8216;usabile&#8217; sta ad indicare che l&#8217;<b>uso effettivo</b> &#233; conforme a dei principi di familiarit&#224;, di prassi condivisa (su &#8216;prassi&#8217; un certo Charles S. Peirce, &#8216;inventore&#8217; della semiotica ha ancora moltissimo da dire).</p>
<p>In altre parole, <b>non esiste un web site &#8216;pubblico&#8217; che non sia fruibile da qualcuno ma pu&#242; esistere un web site &#8216;pubblico&#8217; che non sia usabile</b>.<br />
Mi fermo qui ch&#233; altrimenti va a finire che facciamo un seminario di linguistica di cui il mondo non ha bisogno :)</p>
<p>Riguardo la &#8216;progettualit&#224;&#8217; implicita nella realizzazione di un web site (o web application), &#232; ovvio il contrario di ci&#242; che dici.<br />
Mi spiego. Qui quello che fa problema non &#232; il progetto in se, il suo essere necessario, ma il <b>come</b> di questo progetto. La relazione tra i termini che compongono gli elementi costitutivi del progetto come insieme. La configurazione del campo.<br />
Un panettiere <b>pu&#242;</b> fare (e lo fa) uno schifo di pane, un altro pu&#242; farlo buono (raramente). Entrambi sanno che devono usare il lievito ma vi &#232; qualcosa, oltre il mero elenco degli ingredienti, che rende il pane di uno <b>migliore</b> di quello dell&#8217;altro.<br />
Qualcuno chiama questo &#8216;passione&#8217;. Qualcun altro &#8216;forma mentis&#8217; che indica solo una relazione di <b>tutto</b> l&#8217;insieme <b>cognitivo</b> e non solo lo spazio limitato al campo di applicazione (il campo del fare il pane).</p>
<p>Conosco fior fiore di developers che, messi dinanzi ad una GUI, tirano fuori il peggio di se. Perch&#233;?<br />
Se seguissimo il tuo dire potremmo ben concludere che non vi dovrebbero essere problemi di usabilit&#224; e che, ad esempio, Win Vista non dovrebbe avere i problemi di usabilit&#224; che invece mostra ad ogni pi&#232; sospinto.<br />
Avranno quelli di Microsoft (o Adobe o Oracle o Apple o&#8230;) progettato la loro applicazione? Evidentemente si, ne <b>usufruiamo</b>.<br />
Avranno curato la usabilit&#224; di questa? Evidentemente no, ci lamentiamo.<br />
L&#8217;assioma progetto = progetto usabile &#232; insostenibile allo stato dei fatti in quanto, scusami, non vede il problema dove problema &#233;.</p>
<p>Che poi noi ci si nutra di banalit&#224;, mi pare cosa pacifica. Nessuno di noi sta tentando la Teoria del Tutto ma ognuno di noi cerca di porre l&#8217;attenzione su semplici <b>usi</b> quotidiani rivelandoli come importanti a coloro che queste banalit&#224; non vedono impegnati come sono sulla risoluzione del problema del senso della vita (o, meglio, del far profitto dando calci nel sedere al loro cliente e prendendosela con altri quando poi il cliente scappa, giustamente, a gambe levate).</p>
<p>Chiss&#224; come mai i peggiori problemi sono quelli pi&#249; banali, quello che ci stanno sotto il naso e che non vediamo.<br />
Un bambino ha molto da insegnarci con le sue domande banali. Se solo le ascoltassimo.</p>
<p>Una citazione per chiudere<br />
<i>&#8220;Quando un designer segue le convenzioni, gli utenti possono dedicarsi ai contenuti&#8221;</i><br />
Ci stiamo interrogando e spingendo ad interrogarsi proprio su quali siano queste convenzioni, perch&#233; esse siano convenzioni, a quali processi semiotici e percettivi essi obbediscano, come seguirle senza sminuire la differenza (criterio fondamentale del mercato sotto il nome di differenziazione/posizionamento), come se in che misura e quando violarle.<br />
Non poco come ovviet&#224;.</p>
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		<title>By: Marco Bertoni</title>
		<link>http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-242</link>
		<dc:creator>Marco Bertoni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 19:11:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-242</guid>
		<description>Ciao Livio, dunque: sar&#224; anche una banalit&#224; come dici ma se fosse cos&#236; l'Italia sarebbe disseminata di esempi di eccellenza nella progettazione web e di "esperti di accessibilit&#224;" che si siano almeno letti un libro di Nielsen.

Sui sinonimi bisognerebbe sapere cosa intendeva dire Antonio nel separare queste due parole (io un'idea ce l'avrei ma lungi da me fare l'esegeta della parola di Antonio, per questo ho mantenuto il testo originale) in effetti nel glossario del &lt;a href="http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM080705.htm" rel="nofollow"&gt;DM 8 Luglio 2005&lt;/a&gt; si legge:

&lt;blockquote&gt;q) fruibilit&#224;: caratteristica dei servizi di rispondere a criteri di facilit&#224; e semplicit&#224; d'uso, di efficienza, di rispondenza alle esigenze dell'utente, di gradevolezza e di soddisfazione nell'uso del prodotto;&lt;/blockquote&gt;

In altre parole fruibilit&#224; = usabilit&#224;.

Ma la sostanza non cambia: il messaggio &#232; tutt'altro che banale. Chi parla (o straparla) di accessibilit&#224; in Italia si limita sempre al codice. Magari &#232; ora di cambiare strada.

Sul panettiere direi che in un mondo perfetto avresti ragione tu: nessun committente si rivolgerebbe a un professionista del genere, perch&#233; saprebbe riconoscerne le mancanze. Ma a giudicare dalla realt&#224; del web italiano ti pare che succeda questo?

Certo dovremmo intenderci sul significato che attribuiamo a &lt;em&gt;forma mentis&lt;/em&gt; ma i significati delle parole dello scrittore sono attivamente reinventati dal lettore, quindi quando leggo non mi soffermo troppo sulle parole, se credo di aver capito il senso generale del discorso. Altrimenti leggere sul web sarebbe una guerra.

In questo caso per&#242; non sono d'accordo, un panettiere con la &lt;em&gt;forma mentis&lt;/em&gt; del panettiere non si sognerebbe mai di porre le domande che citi, perch&#233; per lui sarebbe ovvio che il pane necessita di entrambi gli ingredienti, dato che la sua "impostazione della mente" non potrebbe neppure concepire il pane senza farina o lievito (anche se l'esempio &#232; capzioso perch&#233; il pane senza lievito esiste :P).

Il web italiano (me compreso ovviamente, ammesso che io ne faccia parte) forse brulica di persone che hanno la &lt;em&gt;forma mentis&lt;/em&gt; degli "esperti di". Per i quali le proprie visioni sono le uniche corrette. Ecco perch&#233; &#232; necessaria una ricostruzione culturale proprio della &lt;em&gt;forma mentis&lt;/em&gt; del progettista web. Ma potrebbe anche essere che io spari un sacco di belinate: al lettore l'ardua sentenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Livio, dunque: sar&#224; anche una banalit&#224; come dici ma se fosse cos&#236; l&#8217;Italia sarebbe disseminata di esempi di eccellenza nella progettazione web e di &#8220;esperti di accessibilit&#224;&#8221; che si siano almeno letti un libro di Nielsen.</p>
<p>Sui sinonimi bisognerebbe sapere cosa intendeva dire Antonio nel separare queste due parole (io un&#8217;idea ce l&#8217;avrei ma lungi da me fare l&#8217;esegeta della parola di Antonio, per questo ho mantenuto il testo originale) in effetti nel glossario del <a href="http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM080705.htm" rel="nofollow">DM 8 Luglio 2005</a> si legge:</p>
<blockquote><p>q) fruibilit&#224;: caratteristica dei servizi di rispondere a criteri di facilit&#224; e semplicit&#224; d&#8217;uso, di efficienza, di rispondenza alle esigenze dell&#8217;utente, di gradevolezza e di soddisfazione nell&#8217;uso del prodotto;</p></blockquote>
<p>In altre parole fruibilit&#224; = usabilit&#224;.</p>
<p>Ma la sostanza non cambia: il messaggio &#232; tutt&#8217;altro che banale. Chi parla (o straparla) di accessibilit&#224; in Italia si limita sempre al codice. Magari &#232; ora di cambiare strada.</p>
<p>Sul panettiere direi che in un mondo perfetto avresti ragione tu: nessun committente si rivolgerebbe a un professionista del genere, perch&#233; saprebbe riconoscerne le mancanze. Ma a giudicare dalla realt&#224; del web italiano ti pare che succeda questo?</p>
<p>Certo dovremmo intenderci sul significato che attribuiamo a <em>forma mentis</em> ma i significati delle parole dello scrittore sono attivamente reinventati dal lettore, quindi quando leggo non mi soffermo troppo sulle parole, se credo di aver capito il senso generale del discorso. Altrimenti leggere sul web sarebbe una guerra.</p>
<p>In questo caso per&#242; non sono d&#8217;accordo, un panettiere con la <em>forma mentis</em> del panettiere non si sognerebbe mai di porre le domande che citi, perch&#233; per lui sarebbe ovvio che il pane necessita di entrambi gli ingredienti, dato che la sua &#8220;impostazione della mente&#8221; non potrebbe neppure concepire il pane senza farina o lievito (anche se l&#8217;esempio &#232; capzioso perch&#233; il pane senza lievito esiste :P).</p>
<p>Il web italiano (me compreso ovviamente, ammesso che io ne faccia parte) forse brulica di persone che hanno la <em>forma mentis</em> degli &#8220;esperti di&#8221;. Per i quali le proprie visioni sono le uniche corrette. Ecco perch&#233; &#232; necessaria una ricostruzione culturale proprio della <em>forma mentis</em> del progettista web. Ma potrebbe anche essere che io spari un sacco di belinate: al lettore l&#8217;ardua sentenza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>By: livio</title>
		<link>http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-241</link>
		<dc:creator>livio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 17:45:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-241</guid>
		<description>ps: nel senso, non &#232; una questione di forma mentis, &#232; una semplice questione di professionalit&#224;... non comprerei il pane da un panettiere che mi chiede "ci metto anche il lievito nel pane?" "e la farina la gradisce?" Non cambiereste negozio? ma magari la forma mentis del panettiere quel tizio ce l'ha.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ps: nel senso, non &#232; una questione di forma mentis, &#232; una semplice questione di professionalit&#224;&#8230; non comprerei il pane da un panettiere che mi chiede &#8220;ci metto anche il lievito nel pane?&#8221; &#8220;e la farina la gradisce?&#8221; Non cambiereste negozio? ma magari la forma mentis del panettiere quel tizio ce l&#8217;ha.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: livio</title>
		<link>http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-240</link>
		<dc:creator>livio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 17:43:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.semplicemente.org/2008/05/accessibilita-totale/#comment-240</guid>
		<description>D'accordo il project planning all inclusive ( e parlare italiano no, eh :-), ma nel 2008 non dovrebbe essere una banalit&#224; il dire "se hai un sito da realizzare, prima vedi di progettarlo"? e usabilit&#224; e fruibilit&#224;, non sono sinonimi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo il project planning all inclusive ( e parlare italiano no, eh :-), ma nel 2008 non dovrebbe essere una banalit&#224; il dire &#8220;se hai un sito da realizzare, prima vedi di progettarlo&#8221;? e usabilit&#224; e fruibilit&#224;, non sono sinonimi?</p>
]]></content:encoded>
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