Accessibilità reale
Wednesday 21 May 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Tuesday 19 August 2008.
A che punto è l’attuazione della legge 4/2004?
Come per l’articolo Accessibilità totale, prendo spunto dagli atti del convegno Web Senza Barriere, in particolare dal materiale di Antonio De Vanna, per parlare un po’ di accessibilità.
Checché ne dicano i critici, è in atto un processo di adeguamento alla legge per ciò che concerne la Pubblica Amministrazione Centrale e alcune periferiche. Sicuramente lento, ma c’è.
Che le buone intenzioni corrispondano alla reale accessibilità dei siti, questo è un altro discorso. Personalmente, per esempio, non sono affatto certo che tutti i siti con il logo di accessibilità siano conformi alla legge. Perché per alcuni auto-certificarsi può essere uno stimolo all’utilizzo e alla formazione delle risorse interne, mentre per altri è solo la via più facile.
La mia antipatia per il logo è aumentata anche dalla constatazione che le poche aziende private che, per responsabilità sociale o per non perdere una fetta di mercato, desiderano rendere i propri siti o le proprie applicazioni accessibili, sono frustrate dall’assenza per loro di una procedura per l’attribuzione del logo di accessibilità.
In effetti il logo non ha molto senso per una Pubblica Amministrazione, che dovrebbe applicare le leggi in silenzio e senza fregiarsene. Ma probabilmente senza il logo, ben poche PA avrebbero iniziato ad adeguarsi. Dato che questa legge è in sostanza priva di sanzioni.
Il futuro dell’accessibilità in Italia si gioca su due fronti: dapprima la speranza che il discorso sia ripreso. Dobbiamo ripartire. Sono due anni che non si fa nulla. Questo per le solite questioni di bassa politica temo.
Che si rimetta quindi mano alla 4/2004 per migliorarla e, finalmente, si aggiorni il Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 recante i “Requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici” ormai, in un certo senso, obsoleti, dato che le linee guida su cui grandemente si basano (le Web Content Accessibility Guidelines 1.0 del W3C) stanno per essere aggiornate alla versione 2.0.
Il secondo fronte è l’accessibilità delle applicazioni: finora si è parlato quasi esclusivamente di accessibilità del sito Web ma il futuro si gioca sulle applicazioni Web 2.0, e-commerce, CMS (Content Management Systems), e-learning ecc. Come spiega molto bene Scano nel suo ultimo libro.
Ma il presente è così nero?
L’Ufficio Accessibilità del CNIPA ha analizzato otto dei 22 (ma sarebbe meglio abituarsi a dire 21) requisiti del DM 8 luglio 2005 su 1426 home page di Pubbliche Amministrazioni. Solo il 3% è conforme a tutti e otto i requisiti esaminati. Un dato deprimente. Ma l’accessibilità è un processo, e analizzando meglio i dati (consultabili negli atti del convegno Web Senza Barriere) si scopre che rispetto ad alcuni singoli requisiti le percentuali sono incoraggianti.
Insomma, come dicevo all’inizio, lentamente, molto lentamente, più lenti delle lumache… ci si sta muovendo.
