Perché è necessario fare cultura sull’accessibilità del Web?
Thursday 27 March 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Tuesday 19 August 2008.
In Italia negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante nel campo dell’accessibilità, almeno per ciò che concerne il Web.
Non mi riferisco al numero di siti realmente accessibili, una percentuale sempre molto bassa, ma alla nascita di una nuova cultura dell’accessibilità che molto lentamente sta permeando la Pubblica Amministrazione e le aziende private più illuminate.
Si può dire che l’interesse generale per questi argomenti è cominciato con la Legge 4/2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”. La pubblicazione di questa legge ha fatto in modo che lentamente un numero sempre maggiore di sviluppatori web digiuni in materia cominciassero a interessarsi all’accessibilità. Ovviamente, gli sviluppatori più responsabili conoscevano da tempo questi argomenti e si formavano seguendo le attività del WCAG Working Group del W3C.
Questa legge, con tutti i suoi difetti, è oggi considerata un esempio di eccellenza per tutta l’Europa (e non solo).
Chiaramente ogni cosa è perfettibile, specialmente quando si parla di tecnologia, e la 4/2004 non scampa a questa verità. Resta il fatto che con essa si è innescato un circolo virtuoso che si spera porti negli anni futuri a un livello di accessibilità accettabile per i siti Web italiani, pubblici o meno.
È sul fronte della cultura, infatti, che si gioca il futuro dell’accessibilità. Bisogna rivolgersi agli interlocutori istituzionali o privati parlando seriamente di accessibilità, spiegandone il senso e i vantaggi - anche economici - ma soprattutto portando esempi concreti di applicazione.
Non è possibile, inoltre, ottenere risultati seri senza multidisciplinarietà. L’epoca della contrapposizione tra il tecnico esperto di accessibilità, il designer e l’esperto di usabilità deve terminare. Solo una visione olistica dell’accesso all’informazione potrà cambiare il Web italiano.
Gli aspetti tecnici, quindi, sono importanti solo se si pone al centro del processo il contenuto. Per costruire un sito web fruibile, quindi, è necessario che il team, o il singolo sviluppatore, acquisisca competenze in materie come usabilità e architettura dell’informazione, insieme alla conoscenza delle tecniche di accessibilità.
Promuovere la cultura della condivisione e compenetrazione delle discipline del web in relazione all’accessibilità è il pensiero che ci ha guidato nella progettazione del convegno Web Senza Barriere.
Alcuni dei maggiori esperti italiani di accessibilità, architettura dell’informazione e trovabilità, diritto e Internet, disabilità e tecnologia, linguaggi standard del Web, information visualization, web writing, usabilità e User-centered Design, user experience, web prototyping e web semantico si troveranno riuniti per condividere competenze ed esperienze.
Non credo di sbagliare affermando che in Italia è la prima volta che succede.

Thursday 27 March 2008 11:14
Articolo interessante, ben tornato!! Era un po’ che non scrivevi!!
Come procede il restyling?
Salutoni
Thursday 27 March 2008 11:22
Ciao Laura! Si in effetti sono sparito ma perché ho troppa carne al fuoco: un trasloco infinito, il convegno, il lavoro ecc. Non ce la faccio più :)
Ho deciso che per il restyling, vista la situazione, aspetto l’uscita di WordPress 2.5.
Saturday 17 May 2008 19:44
Ti dirò la mia esperienza al riguardo.
L’ultima volta che ho assitito ad un convegno sulla accessibilità mi son ritrovato a discutere animatamente con il relatore e parte del pubblico in quanto per accessibilità si intendeva solo ed esclusivamente la aderenza a dettagli tecnici talmente generici che risultavano inutili ad un test pratico. Inutili anche in quanto, come tu giustamente avverti, non erano integrati in una struttura nella quale, le parti andassero a comporre un tutto omogeneo.
Insomma, per tagliar corto, a che pro alt tags vari se poi nessuno studio di GUI Design e Interaction Design è stato condotto e quello che viene presentato all’utente è un impiastro pieno di rumore comunicativo, contrario a tutte le regole dell’HCI ed inusabile (come l’esempio che il relatore portava sul grande schermo. Come opera del proprio ingegno)?
Insomma, è necessario far cultura della accessibilità ma altrettanto necessario è far comprendere che essa non vale ad alcunché senza una visione di insieme e la articolazione con tutte le competenze necessarie in campo. Altrimenti, come spesso vedo, il risultato è meramente un bollino blu ad attestare una accessibilità che mi ricorda le certificazioni ISO9000 stabilite a tavolino. Fosse almeno una banana.
Saturday 17 May 2008 20:11
Ovviamente concordo. Anche sulla demenzialità dei bollini. Ma personalmente non credo troppo negli studi sugli utenti del Web. Sono utili certo ma se, per fare un esempio, il buon senso mi dice che l’interlinea a 1.2 rende il testo meno leggibile non posso aspettare uno studio per cominciare ad aumentarla.
Il web è un ambiente dinamico dove la costruzione del senso, le metafore di navigazione o i pattern sono continuamente ridefiniti dagli utenti (e dalle nuove possibilità tecnologiche). Mentre uno studio è la fotografia di una fase nell’evoluzione del mezzo. Utilissimo ma da prendere con le pinze. IMHO.
Sunday 18 May 2008 1:00
Abbiamo avuto un caso di rumore sul canale di comunicazione causa il mio uso del sintagma ’studi di…’.
Mi riferivo, chiarisco, proprio alla fase cui tu accenni che è quella di analisi dal punto di vista dell’utente, analisi condotta direttamente dal GUI Designer e mutuata dal vecchio e sempre valido ‘buon senso’, dalla sua esperienza pregressa ed in ultima analisi dal fatto di esser un ‘designer’ e non uno che clicca bottoni a caso seguendo il trend grafico del momento.
In fase di project planning (IA compresa) e successivo mockup il flusso operativo user-centric deve già essere sottolineato e alla base del design. Una questione di forma mentis, insomma, più che di test in laboratorio per i quali provo i tuoi stessi dubbi (anche a livello di mera teoria cognitivista alla base di esse. E meno male che il post-cognitivismo sta operando una dovuta pulizia).
Avere naso per le dinamiche, ed il dinamismo segnico, del web è, credo, condizione necessaria per far bene questo lavoro.
Ti ringrazio per la chiacchierata. Gradevole. Giro un pò per casa tua, se non ti spiace. Vedo cosucce interessanti. :)
Sunday 18 May 2008 20:09
Mi casa es su casa :)