Semplicemente

Scrivere per il web

Tuesday 15 January 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Tuesday 19 August 2008.

Un breve (e semiserio) ripasso di alcuni dei principi della scrittura sul web.

Prima di leggere bisogna ricordare la regola aurea della scrittura sul web: tutto dipende dal contesto. Il contesto è il nostro dio. Non si può di certo imporre la piramide invertita a un poeta.

Accorciare

Quando si scrive per il web, ridurre la lunghezza del testo è di certo una buona idea. Purtroppo non è sempre possibile farlo.

C’è chi è costretto a pubblicare testi prodotti dal malefico Ufficio X, e non può tagliare nulla, altrimenti si offendono. Ci sono redattori vittime di beoti dirigenti che impongono la loro “visione” del web (nonostante non siano in grado di distinguere un mouse da una mousse). E via così.

Insomma, i principi sono sacri ma la realtà è spietata.

Un brutto testo, quindi, non è sempre sinonimo di un pessimo redattore. Si fa quel che si può. Quando si può.

La scansione del testo

Per agevolare la scansione del testo occorrono titoli ben fatti. Significativi. Comprensibili al di fuori del contesto. Anche dopo qualche mese. Quelli della prima pagina del Manifesto sono geniali, ma per noi non vanno bene.

Si può imparare molto sui titoli leggendo un buon giornale. Ma cercando di non dimenticare che il web non è fatto di carta. Non brucia.

Le parole chiave, le frasi e i collegamenti che riteniamo importanti dovrebbero essere in qualche modo evidenziati. Senza esagerare. Proprio li, deve cadere l’occhio dell’utente scansionante1.

Le categorie ripetitive di informazione devono essere convertite in tabelle, diagrammi o grafici. Si usano le liste HTML ogni volta che si presenta un testo convertibile in un elenco, per esempio una sequenza di concetti o di passi.

Attenzione però all’ossessione per le liste. Non va bene. Come non è saggio trasformare qualsiasi testo in un pomposo saggio. Perché un inutile diagramma non rende più credibili.

Clicca qui e clicca là

Non può mancare un “clicca qui” in un sito che si rispetti. Almeno è ciò che i redattori del passato devono aver pensato a giudicare dalla diffusione virale del meme “clicca qui”. Personalmente ho reazioni violente quando ne vedo uno. Per favore, niente “clicca qui”. Ne va della mia salute mentale.

Che cosa brama l’utente da un collegamento:

  • Che sia chiara la destinazione. Il testo del collegamento deve rispondere alla domanda “Cosa troverò seguendolo?”
  • Il collegamento deve essere l’elemento più evidente all’interno della frase. Non devo impazzire per trovarlo. Mi deve cadere l’occhio (sempre quello).
  • Il collegamento deve essere comprensibile anche se estrapolato dal contesto, perché non tutti gli utenti navigano allo stesso modo. Per esempio con un lettore di schermo puoi navigare facendoti leggere l’elenco di tutti i collegamenti presenti nella pagina. Pensate che meraviglia sentirsi leggere “qui, qui, qui, qui …”.

Per combattere la piaga del “clicca qui” una strada è spostare la focalizzazione della frase dai collegamenti, o dai documenti collegati, al soggetto. Per esempio: “I commenti condizionali servono per indirizzare regole CSS a una specifica versione di Internet Explorer” e non “Clicca qui, per approfondire i commenti condizionali”.

Paragrafo è bello!

Il paragrafo la farebbe da padrone sul web se fosse marcato correttamente nel codice. C’è chi si fa bello con il web semantico o il 2.0. Una volta al mese c’è una conferenza sul futuro. Che palle sto futuro. Ma la verità è che crolliamo tutti di fronte alla marcatura di un misero paragrafo.

Comunque dell’amico paragrafo ho già parlato.

Lasciamo che riposi in pace.

Note

  1. Quanto vorrei, un giorno, vederne uno in cattività, per sapere se esistono davvero… ma noi poveri autodidatti non abbiamo mica i laboratori di usabilità! [indietro]

8 Commenti a “Scrivere per il web”

  1. Lauryn dice:

    sei un grande :D
    Il “clicca qui e clicca là” credo lo farò mio, i clienti che mi richiedono di metterlo hanno le ore contate… :D

  2. Marco Bertoni dice:

    Bene! Uniti contro il “clicca qui”, ce la faremo! :D

  3. Gabriele Romanato dice:

    Comunque bisogna anche tener conto del livello di conoscenza dell’utente. non vi stupirà sapere che la maggior parte degli utenti inserisce un URL nel campo di ricerca di Google e ignora cosa sia la barra degli indirizzi. il ‘clicca qui’ è una tecnica utile per impedire confusione all’utente. al limite si può inserire una breve descrizione nell’attributo title. inoltre se l’elemento a possedesse già da ora qualcosa della tecnologia Xpointer si potrebbero dare più informazioni sulla destinazione del collegamento. al limite si potrebbe pensare di visualizzare le informazioni contestuali degli altri attributi dei link. Esempio:

    Un lettore di schermo o un browser testuale dovrebbero adattare queste stringhe e renderle comprensibili:


    Informazioni sul sito
    Sito esterno
    Lingua: italiano

  4. Marco Bertoni dice:

    Ciao Gabriele. Mi spiace contraddirti ma il “clicca qui” non può essere definito una “tecnica”. E’ solamente un errore redazionale. Oltre a non avere alcun senso, dal punto di vista semantico, per chi naviga senza mouse. Il fatto che gli utenti non siano tutti navigatori esperti è irrilevante, anzi, a maggior ragione è necessario fornire loro collegamenti marcati e redatti in modo corretto e non “topografico” (qui, li, là, su, giù ecc.).

    Prevedere informazione aggiuntiva con title solo per giustificare il “clicca qui” è altrettanto errato. E’ una inutile complicazione. L’informazione aggiuntiva deve essere inserita solo se davvero necessaria: ogni testo aggiuntivo appesantisce la lettura della pagina per il non vedente.

    Se il testo del collegamento è significativo (ben redatto) non è necessario nessun title esplicativo e l’esperienza di navigazione del disabile, e di tutti, è migliorata. E’ il “clicca qui” ad aumentare la confusione dell’utente, non la lingua italiana usata correttamente.

    Chi usa lettori di schermo, poi, spesso non li aggiorna alle ultime versioni, anche a causa del costo delle applicazioni. Molti non vedenti usano ancora Jaws 6.10, mentre ora siamo alla versione 9.0!. Quando si ragiona in modo accessibile non si può demandare al vendor l’implementazione di una tecnologia. Non si può fare affidamento su uno User Agent per garantire l’usabilità del sito. Attenzione alla tecnocrazia ;).

  5. Carlo dice:

    C’è chi è costretto a pubblicare testi prodotti dal malefico Ufficio X, e non può tagliare nulla, altrimenti si offendono. Ci sono redattori vittime di beoti dirigenti che impongono la loro “visione” del web

    Quanto è vero ciò che scrivi!
    Penso che questo abbia un notevole peso, a volte tale da vanificare l’accessibilità di un sito.

  6. Marco Bertoni dice:

    Ciao Carlo, si in effetti quella frase è costruita sulle lamentele dei mie allievi della PA :D

  7. adriano casissa dice:

    …… che vergogna 8(
    sono pieno di “clicca qui” …….
    generalmente li uso per link a files pdf che i miei clienti adorano seminare all’interno dei contenuti..
    Provvederò alla sostituzione in massa !
    Grazie Marco, utile e chiarissimo come sempre !

  8. daniela dice:

    segnalo una guida gratuita alla redazione di un testo usabile, per il web o per la stampa.
    La guida è sotto licenza creative commons ed è libramente distribuibile
    http://www.immaginaria.net/testo-usabile

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