Semplicemente

Uno sfogo natalizio, politicamente scorretto

Thursday 20 December 2007 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Tuesday 19 August 2008.

Una volta tanto voglio concedermi un po’ di qualunquismo, voglio incazzarmi. Questo è l’unico regalo di Natale che posso permettermi, con i tempi che corrono.

Io sono uno di quei liberi professionisti che non fa il nero, che paga tutte le tasse ecc. Insomma uno dei pochi imbecilli rimasti. Perché, questo, si sa, è il paese dei furbi. No, non i pupazzetti. Intendo quei bastardi che non pagano le tasse.

Voglio incazzarmi con le banche e i banchieri, ma non solo (sarebbe troppo facile), anche con i bancari. Torno adesso dalla filiale della mia banca. Piena di questi cassieri subnormali che, impuniti per la loro ignoranza, ti trattano anche con maleducazione. Con una sbrigatività che sa di disprezzo del cliente. Gente che dovrebbe baciare il suolo sul quale camminiamo, perché vivono sulle nostre spalle. Che dovrebbe essere addestrata alla cortesia a suon di frustate. Perché le banche italiane sono tutte entità marcescenti, e l’italiano medio se lo dovrebbero tener buono, a suon di falsi sorrisi. Esigo almeno un falso sorriso in cambio del mio sangue! Razza di bastardi.

Voglio incazzarmi con lo stato. Che mi punisce perché sono onesto. Che, scientificamente, mi manda mazzate da pagare alla vigilia di tutte le feste comandate. Come a dire di non pensarci neppure a due giorni di vacanza. Come a dire, lo so che fai il nero caro mio quindi paga e non rompere. Uno stato che presuppone la tua disonestà e sulla base di questo principio ti toglie tutto quello che può. Beh, io non sono disonesto. E così non posso andare avanti. Quindi grazie stato, per il lento omicidio del mio futuro.

Voglio esprimere il mio profondo disprezzo per tutti i politici di qualsiasi schieramento. Sono cresciuto negli anni in cui Pertini era presidente. In un’Italia già ampiamente marcia si, ma con ancora qualche uomo dello stato capace di suscitare la stima anche di un ragazzino adolescente. Adesso fate tutti schifo. Nessuno escluso. Avete distrutto il nostro futuro, per ingrassare come otri nel vostro immondo ed eterno presente.

Voglio incazzarmi con i clienti, non con tutti, ma con quelli che non pagano mai nei tempi concordati. Sei mesi si aspetta. Un anno. E intanto noi si anticipa l’IVA. Maledizione. L’Italia è la terra delle ingiunzioni di pagamento. E’ una vergogna. All’estero non ci credono quando lo racconti. Così vi accanite con i più deboli. Con quelli che, alla fine, son costretti a chiudere. Complimenti e grazie davvero.

Infine un pensiero per i “colleghi” velenosi. Quelli che parlano male di te per rubarti un cliente. Quelli che, essendo men che mediocri, per sopravvivere hanno bisogno di promuovere la guerra tra poveri. Il tuo fallimento è necessario per definire la loro identità professionale. Che dolorosa e fulminante diarrea vi colga ogni dì. Cari colleghi.

7 Commenti a “Uno sfogo natalizio, politicamente scorretto”

  1. Antonio dice:

    Cazzo… ho bisogno di tempo per commentare. Sono scosso! E’ successo qualcosa che non so?

  2. Marco Bertoni dice:

    Ciao Antonio, non ti preoccupare ;). Avevo solo bisogno di sfogarmi. Ed è veramente terapeutico.

  3. livio dice:

    :-)

  4. Adriano Casissa dice:

    Ciao Marco

    Mi voglio complimentare per la chiarezza con cui hai il coraggio di esprimerti.
    Anche io sono un pirla che paga fino all’ultima lira e che deve lottare tutti i giorni per sopravvivere tra lobbies e pirati.
    Ero libero professionista e trascorrevo metà del mio tempo a spiegare ai clienti come pagarmi la ritenuta d’acconto.
    Ogni volta che mi presentavo con nome e cognome mi veniva rivolta la domanda: “nome della ditta”.
    Rispondere “Adriano Casissa” causava reazioni di stupore e smarrimento perchè in Italia il libero professionista è una figura sconosciuta, a Genova addirittura preoccupante….
    Poi sono arivati gli studi di settore ed ho iniziato a pagare come una banca.
    Allora ho preso la grande decisione: aprire la ditta individuale.
    Morale della favola:
    Sono sempre il solito imbecille con la stessa partita iva,pago ancora più tasse di prima ma ho meno sguardi assenti davanti agli occhi quando mi presento.
    In una città dove non conta quello che sai fare ma come lo presenti e chi ti ha introdotto, ogni mattina scopro nei crediti di qualche portalone che a lavorare sono sempre i soliti.
    Ma come di ceva mia nonna ” le bugie hanno le gambe corte” ed un giorno i falsi guru cadranno dalla torre.
    Non mollare mai Marco perchè è grazie ai ricercatori come te che questo mondo continua a girare.
    Condividendo a pieno il tuo sfogo e ringraziandoti per le utilissime informazioni che ho sempre letto nei tuoi scritti ti auguro Buone Feste.

    Con rinnovata stima adriano casissa

  5. Pr0v4 dice:

    Io sinceramente mi trovo pienamente d’accordo con Marco!
    Sinceramente ne ho le palle piene di questa Italia, e sono totalmente sfiduciato da qualsiasi “nuovo” movimento venga proposto!
    Parlo indistintamente, destra o sinistra, sono soltanto schieramenti fasulli, tanto chiunque vada a mettere i suoi glutei su quelle poltroncine rosse, nn fa altro che continuare la vecchia storia del magna magna!

    Sinceramente spero soltanto di riuscire a costruirmi un futuro fuori da qui!
    Sono proprio stanco di questa vita!

  6. Marco Bertoni dice:

    Ciao Adriano. E’ vero Genova è bella, ma lavorarci è impossibile. Mai chiuso un contratto in Liguria da quando lavoro in proprio. Son sempre i soliti noti a fatturare, hai ragione. Pensare di lavorare per la PA in Liguria è … (lunga e sarcastica risata) … infatti i portali pubblici liguri fanno tutti mediamente schifo, sia dal punto di vista dell’accessibilità che da quello dell’usabilità (smentitemi se potete).

    Quando dici che sei un libero professionista nel campo dell’informatica le persone più illuminate ti chiedono se per caso assembli PC in casa. Sono convinto che neppure la mia commercialista ha davvero capito cosa faccio per vivere. … Tanto lo so che alla fine aprirò un bar. Accessibile.

  7. Marco Bertoni dice:

    Ciao Pr0v4, Sgalambro, il filosofo siciliano che scrive i testi a Battiato, una volta ha detto all’incirca che chi si occupa di politica [professionalmente] è un essere spiritualmente inferiore. Sono d’accordo con lui.

    Anch’io sono stanco. Molto. Ma la nostra vita vale sempre la pena. Se non altro perché, al contrario di chi ama solo il potere e di questo si nutre, noi possiamo cercare un senso. E questo mi basta, per continuare ancora un po’ ;).

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