Semplicemente

La giornata di Consuelo

Saturday 8 December 2007 Consuelo Battistelli, ultimo aggiornamento: Tuesday 19 August 2008.

Consuelo è una mia amica e collega che ha acconsentito a raccontarci qualcosa di sé. Che cosa c’è di speciale nella vita quotidiana della Consu? Leggete e lo scoprirete! (Marco Bertoni).

Ciao sono Consuelo, Consu per gli amici. Sono nata a Mantova il 14 agosto del – ma si dai lo posso ancora dire – 1977. Da poco più di un anno risiedo a Roma dove sono capitata per caso rispondendo, più o meno consciamente, all’offerta di lavoro di una grande multinazionale.

Non so cosa mi è preso quel giorno, quando mi hanno chiamata, ma senza pensarci o consigliarmi con qualcuno ho detto “si”.

Che farà una non vedente in una città così grande e dispersiva, a più di 500 km dalle persone che conosce e la possono aiutare, completamente sola e senza riferimenti?

E meno male che ho pensato tutto ciò quando con la mia valigia mi sono ritrovata alla stazione Termini.

Detta così può sembrare tragica, ma l’avventura è iniziata e continua!

Non voglio minimizzare le tante difficoltà che ci sono state e ci sono, ma si cerca di affrontarle quotidianamente sempre con il sorriso sulle labbra e una buona dose di ironia e autoironia. Altrimenti chi si alzerebbe il mattino, ragazzi! Già sentire quell’aggeggio del mio orologio che con voce metallico-tedesca mi dice “Prima sveglia, sono le ore 6.30″ …

Veramente io ne metto due di aggeggi perché ho sempre l’ansia di non svegliarmi, dal momento che io non vedo uno straccio di raggio di luce, che i normali o normodotati – o come cavolo si vogliano chiamare quelli con le diottrie – percepiscono dalla finestra.

Poi preparazione colazione e, naturalmente, sintonizzazione sul TG per le prime notizie della giornata. Purtroppo si dimenticano sempre di recapitarmi il giornale sotto la porta. Ovviamente scherzo, non saprei cosa farmene (sorriso).

Oh bene! come ci vestiamo oggi? Penso al modello ma chi mi dice i colori da abbinare? Ma naturalmente il mio inseparabile amico Color Test, compagnia indispensabile per un orbo – Oops! Scusate, ma diamo a Cesare quel che di Cesare! – Dicevo: se vivo da sola e non voglio essere scambiata per un artista circense, il mio strumentino parlante (pure questo parla, insieme a telefono, termometro, bilancia ecc.) mi dice i colori e sono un po’ più tranquilla nell’uscire di casa.

E andiamo in ufficio, dopo aver controllato di avere tutto.

Mi reco in ufficio con il trasporto di una associazione del municipio in cui abito e ora va bene, ma prima ragazzi che avventure! Utilizzavo un altro trasporto, evito di fare pubblicità anche perché sarebbe molto negativa in questo caso, ma penso che quegli autisti fossero i veri disabili. Li fornivo di cartina per il tragitto e me lo sbagliavano. Premetto che sono solo 5 km da casa mia alla sede dell’azienda. Bene, ero capace di stare sul pulmino quasi due ore. Il massimo è stato quando uno di questi signori mi ha detto: “Ma io signorina non capisco molto della cartina, me la può leggere lei?”, risposta: “Andiamo bene …”.

Diventava un po’ un’ansia il tragitto, ma un’ansia divertente perché ti rendi conto che siamo in tanti davvero, disabili … e tutto sommato mi è andata bene va!

Questo nei giorni di normale amministrazione. A volte, invece, mi capita di dover prendere un taxi per andare a un convegno o da un cliente, e lì se ne vedono, si fa per dire, delle belle. Scene comiche, come quando i taxisti mi chiedono le indicazioni per le strade da seguire: “No, ma vede il semaforo? Devo girare lì?”.

E ridiamoci di nuovo sopra. Tranne quando ti vogliono fregare, è capitato pure questo. Già, perché io il tassametro non lo vedo. Per fortuna un amico mi aspettava e ho evitato la fregatura, quella volta.

Ma un’altra bella che ho sentito, non capitata a me direttamente per fortuna, è il “pizzo” da pagare per essere accompagnati dall’auto alla porta di casa. Allucinante! Devo pagare il braccio che mi indica la strada per pochi metri. Dove andremo a finire? Tutta colpa dell’euro! (sorriso).

Poi non trascuriamo le passeggiate da sola. Una cerca di impegnarsi ma ti vengono addosso, non ti vedono e pretendono di avere ragione. “Ma non vede dove mette i piedi?”. E tu sei li di fronte con bastone bianco e occhiali neri. Per carità tanto bellini di Christian Dior. Ma l’abbinamento al bastone bianco dovrebbe far riflettere, o no? Evidentemente no. E io rispondo “Oh, mi scusi signora: è stata una svista”.

L’ironia in molti casi è la compagna più fedele, anzi la migliore amica.

Giornata tipo in ufficio. Entro in azienda seguendo il mio percorso guidato, riesco ad arrivare autonomamente alla mia scrivania grazie a un ascensore parlante. Che risate anche qui i primi tempi quando gli altri rimanevano in silenzio perché l’ascensore parlava. Per non dirvi di quando sentivano parlare il mio PC o l’agenda elettronica, magia, magia!

E se vi dicessi dove lavoro capireste il paradosso della cosa. Dico solo che sono, anzi dovrei essere, in un luogo dove “se magna pane e tecnologia”.

Non mi sento particolarmente in difficoltà nell’ambiente in cui lavoro, mi muovo abbastanza autonomamente. Dico abbastanza perché se non fosse per i miei colleghi sarei costretta ad una dieta forzata – che non è detto che non mi farebbe bene – perché arrivare alla mensa non si può, dico per un’orba. E’ la parte meno accessibile. D’altra parte se filasse tutto liscio dove sarebbe il divertimento?

Le sfide, anzi i “challenges” come li chiamano qui, sono all’ordine del giorno, ma va bene così!

Ok. Sono in un ufficio, ma che faccio? Bella domanda. Dunque, forse deluderò qualcuno ma non rispondo a un telefono, in modo diciamo continuativo, alla faccia dell’equazione orbo = centralinista.

Sono consulente di accessibilità nel “public sector”, per la precisione nel “business development”. E voi giustamente direte? Please ma che fai? In teoria ve l’ho spiegato bene, in pratica (sorriso) ogni giorno è diverso, ed è questo il bello della diretta. Mi trovo ad organizzare una “round table” sull’accessibilità, a testare siti orrendi, preparo “speech” (sentite come fa fico) per presentazioni o convegni. Fondamentalmente sto ancora cercando di capire come funzionano i meccanismi in un’azienda così complessa come quella per cui lavoro.

Ah! E poi, ruolo non trascurabile, faccio la “relationship woman”: mi piace socializzare, e si deve farlo, per non sentirsi troppo esclusi da un mondo in cui è bene non perdersi di vista.

L’importante è non annoiarsi o aver la sensazione di perdere tempo. Per ora non c’è e se ci fosse, faremo di tutto per evitarlo. Poi ogni tanto mi sposto. Non è che mi mandino in posti così invitanti: insomma Segrate non rientrava nella mia top ten di luoghi da visitare. Ma ci sono trasferte carine, soprattutto gente nuova e diversa da conoscere. Inoltre, viaggiare da sola accresce il mio senso di autonomia. Insomma mi motiva. Come se mi servisse una motivazione per girare (sorriso): se fosse per me, avrei sempre il c. su un treno o, meglio ancora, un aereo.

La giornata finisce magari con un cinema. Che mi piace tanto. Cosa?! Un cinema? Mi dicono sconvolti. Si va al cinema con un’amica o un amico. Tra le tante cose che un non vedente non dovrebbe fare è andarsi a vedere un film a fine giornata. E come si fa? Non lo vedi!. Si, ma lo sento. E il non parlato mi viene descritto. Attenzione ragazzi a chi vi portate dietro però: il rischio è di andare con qualcuno che ti dice per filo e per segno ciò che succede, ti ripete le cose che senti benissimo, in modo logorroico. Per carità, mosso da ottime intenzioni, ma sicuramente la prossima volta avrò da fare. Non vedo le scene, ma non ho problemi cognitivi di interpretazione (sorriso).

Questo è il luogo più comune , non capire la disabilità. Tipo quando ti parlano a voce alta. Guarda che non vedo ma ci sento benissimo!

Oppure si rivolgono ad un’altra persona parlando di te, con te presente, perché, chissà per quale motivo, pensano che tu non riusciresti a capire il messaggio.

Insomma partendo da una normalissima giornata potrei scrivere veramente un romanzo, anche se mi sto rendendo conto mentre scrivo che proprio banale non è la vita di un disabile.

E io sto raccontando una disabilità, la mia, ma quante ce ne sono … E quante di più se pensiamo che la maggior parte delle persone lo sono e non sanno di esserlo.

In maniera molto cinica dico “almeno la mia è riconosciuta dallo stato”. (sorriso)

La Consu

23 Commenti a “La giornata di Consuelo”

  1. Lauryn dice:

    Sei grande Consu! Il modo in cui affronti la vita dovrebbero averlo tutti, disabili e non.
    Personalmente non ho mai conosciuto una persona non vedente, e spero proprio che quando capiterà non farò le gaffe che mi hai descritto tu, tipo parlarle ad alta voce o descriverle i dialoghi di un film ahahah
    O ancora peggio quelli che ti urtano per strada! Io gli risponderei: “Io no, signora, non vedo dove metto i piedi, e lei? (sorriso)” ahahah sai come ci rimarrebbero di cacca? Direi che l’unica cosa che ti mancherebbe in quel momento sarebbe quella di poter vedere l’espressione del viso di quelle persone in quel momento: raggelate!! ahah
    Non posso che ammirarti e salutarti affettuosamente.
    Laura

  2. Carmela dice:

    Ciao Consu, grazie di esistere!
    Grazie di dare tanta forza a tutti soprattutto a chi non ha disabilità ma che spesso rispetto alla vita è meno rispettoso di quanto non lo sei tu. Grazie di amare la vita così come si percepisce dalle tue parole e di prendere tutto con quel tuo “sorriso” che rende tutto più leggero. Sei una grande lezione di vita per tutti e, ogni giorno, al suono della sveglia dovremmo avere la tua forza per affrontare la giornata nella giungla della vita, avere tua determinazione e soprattutto dovremmo ricordare di dire “Grazie Signore di darmi oggi l’opportunità di vivere altre emozioni, altre esperienze, in una parola di esserci”.
    Grazie a te Consu e un abbraccio affettuoso.
    Carmela.

  3. Giancarlo Buzzanca dice:

    Linkato nel mio blog. Spero lo leggano almeno altre 2 persone.
    Grazie

  4. Antonio dice:

    Spaccato di vita reale. Qui dove lavoro adesso, non faccio nomi e cognomi, una collega ipovedente, se chiede ausili informatici per lavorare, viene trasferita direttamente in un altro ufficio….

  5. Giovanni Spadafino dice:

    Ciao Consu,
    mi chiamo Giovanni e ho 21 anni.
    Bhe, che dire, se non:”IDOLA!!!!!”
    Sei davvero incredibile,una persona ammirevole,da seguire come esempio.
    Ridere è uno dei doni più grandi che abbiamo,riuscire a trovare il bello anche dove non c’è,sorridere alla vita, quando essa ti rivolge solo un ghigno.
    Io non sono disabile,ma c’è una persona della mia vita che lo è, ed è andata avanti con la sua forza di volontà,con il suo ottimismo,e con la sua voglia di scherzare e ridere,su tutto e tutti.
    E’ vero, magari non vedi con gli occhi,ma hai un cuore e una mentalità tale che ti permettono di vedere cose che gli altri non possono,e di cogliere l’essenza di ciò che ti circonda.
    Sei unica.
    Ciao
    Giovanni

  6. livio dice:

    Mi hai fatto sorridere, e questo di per sé vale la giornata. Ho un amico cieco, lo conosco da tanto, lo so benissimo che è cieco. Eppure non riesco ad evitare di fare delle figuracce. Per esempio, siamo andati insieme in vacanza in un campeggio. Lui annuncia “Vado in bagno”, dal resto degli amici un coro di “stupidaggini”: vuoi qualcosa da leggere? ti serve una pila? e così via…
    Lui, per contraccambiare, una volta a cena a casa sua dice: andiamo in cantina a prendere altro vino.
    Contesto: gigantesco casermone popolare in quel di Quarto Oggiaro, a Milano, cantine di conseguenza.
    Scendiamo dall’ascensore, si entra in cantina e parte al buio completo lasciandomi in mezzo a quelle segrete medioevali.
    Capisco il suo intento, e gli grido un brutto stronzo dimmi almeno dov’è l’interruttore. Dal buio sento vai a cagare, portati la pila… (sorriso)
    Insomma, anche con le migliori intenzioni, è difficile essere sempre presenti.
    Un’altra volta, sono andato in gita a Roma e con degli amici dell’UIC siamo andati a pizza di Spagna. Uno ha insistito a tirare la monetina nella fontana nonostante chiunque sconsigliasse l’operazione, visto che ci vede niente.
    Risultato? ha colpito con violenza in testa un turista tedesco che si è incazzato come una iena.
    Però, mi resta una curiosità: come mai parli così trendy?

    Livio

  7. Roberta dice:

    Ciao a tutti,
    Io la conosco da quando avevamo 14 anni ed era la mia compagna di banco (un pò acida all’epoca).
    Insieme ci siamo viste Manchester, Dublino, Lisbona, Berlino… (me ne sono dimenticata qualcuna?)
    Però ricordatevi che Consuelo è una sopra le righe, esigente con se stessa e con gli altri, eternamente insoddisfatta…un pò come me…per questo ci si incontra 1 volta l’anno (se i suoi impegni lo consentono) per la vigilia di Natale e si fa una seduta piscanalitica congiunta su tutti i matti (colleghi, conoscenti, amici, amanti e fidanzati) che si sono incontrati durante l’anno.
    Abbiamo una casistica da farci un libro!

  8. adamo dice:

    Consu,
    sei una persona fantastica.
    E’ un po’ che ci conosciamo ma riesci a stupirmi ogni giorno di più.
    La tua ironia e la tua voglia di vivere sono un dono ch ti auguro di non perdere mai. Conoscerti, lavorare insieme mi hanno arricchito non puoi immaginare quanto.
    Questo racconta mi ha fatto ridere a crepapelle.
    Sei un mito!!!

    A proposito dobbiamo organizzare la nostra immersione…

  9. Fabrizio dice:

    E’ veramente un mondo di disabili, e ognuno di noi è a suo modo diversamente disabile. ;)

  10. paola dice:

    io sono una delle fortunate ad avere la consu come amica e,che dire ragazzi….l’avete capito da soli quanto è in gamba!
    grande consu!

  11. Maurizio dice:

    Consu,
    anche a me hai fatto sorridere… emani fermezza e dolcezza assieme.
    Continua così, che siamo tutti con te!

  12. Melissa dice:

    Ciao Co’,ciao a tutti!
    Anche io ho avuto il privilegio nella vita di conoscere personalmente la nostra eroina!E come chiamare diversamente chi,nonostante le difficoltà della vita quotidiana,se n’ è andata di casa per laurearsi a Bologna e non contenta di ciò ha accettato un posto di lavoro ancora più lontano?!Noi abbiamo condiviso un appartamento ed un pezzo di vita,passato serate al cinema ,in discoteca,al concerto di Renato Zero…Con il tuo racconto mi hai fatto rivivere una di quelle serate!!! Io Co’ sinceramente,mi son sempre chiesta come tu faccia,dove prendi tutta questa grinta?!Ti ammiro tanto,te l’ho detto sempre in privato ed in questa occasione lo ribadisco in pubblico!Spero che presto i tuoi impegni lavorativi ti portino qualche giorno,di nuovo, anche a Bologna!Un bacio!

  13. Stefania dice:

    Ciao Consuelo,
    Anch’io ti lascio un mio commento alla tua giornata raccontata così bene, con ironia e dolcezza.
    Ti ho conosciuto e confermo che sei proprio una forza!
    Sono ammirata dal tuo coraggio e direi anche … dal suo spirito d’avventura, soprattutto nell’affrontare una città nuova.
    Non oso pensare che cosa avresti fatto vedendoci e come ci stupirai ancora visto che sei così giovane, affascinante e piena di energia!
    A presto!
    Stefania

  14. focze alessandro dice:

    Sono un istruttore di subacquea.
    A settembre ho portato in acqua la consu, anche se il tempo non ci e’ stato amico.
    Devo dire che la consu è una ragazza speciale.

  15. Consuelo Battistelli dice:

    Ciao ragazzi! Ma siete veramente in tanti ad avermi letto! Che bello!Tutti commmenti carinissimi e non ho corrotto nessuno nemmeno i miei amici.

    Vi rispondo così a tutti insieme perchè siete un nutrito numero, anche se ho letto attentamente ogni singolo commento.

    Oi Roby, poi tanto acida non ero dai… mi facevo un pò di c. miei…

    Livio ti sembra una scrittura trendy? Quando scrivo in realtà è come se parlassi…

    No Giovanni non sono unica siamo in tanti…forse troppi….

    L’immersione Adamo? Quando vuoi basta che non ci mettiamo a ridere come al solito sottacqua…. poi chi ti salva se mi ti affoghi…

    Carmela sei carinissima e dolcissima come sempre…e scusate chi ho dimenticato!

    Ma se ne potrebbe scrivere ancora, non escludo di farlo prima o poi e magari arrivare ad una bella ma ironica autobiografia.

    Grazie a tutti e al grande Marco che mi ha permesso di farmi leggere a tutti voi!

    baci
    la consu

  16. Marco Bertoni dice:

    Grazie a te Consu! Ho già in mente altre collaborazioni da proporti… non sai ancora in che guaio ti sei cacciata! :)

  17. Carlo dice:

    Ho avuto il piacere di incontrare o meglio di ascoltare e vedere all’opera Consuelo allo SMAU, in occasione della presentazione del software Active Reader.
    Se pur la durata dell’incontro è stata breve, mi ha colpito positivamente: con nonchalance ha effettuato la dimostrazione.
    Il suo articolo la rende ancor più una persona da ammirare: lo segnalerò ai miei colleghi centralinisti non vedenti ai quali proprio in questi giorni, finalmente, è stata data occasione di essere un pò meno isolati, con un piccolo regalo di Natale, JAWS.
    Buone feste a Consuelo e a tutti i fans dell’accessibilità.

  18. susy dice:

    Sei sempre stata grande….
    continua così e lo sarai sempre
    di più
    ciao susy

  19. marinella dice:

    Non hai mai mollato sei sempre andata in salita,
    con orgoglio voglio dire che sei e sarai sempre unica.
    Sono felice di essere la zia di questa donzella alla quale
    auguro un futuro ricco di gioe e di sorrisi.
    Un abbraccio, Meri

  20. ondabianca dice:

    Alle 6 di mattina leggendo il blog di Giancarlo Buzzanca, trovo il consiglio di vedere questo tuo sito: mi hai commossa! si, lacrime vere che scendevano mentre leggevo e sorridevo! Non posso che fare il tifo per te ora e sempre, così come per tutti coloro che, malgrado tutto e tutti, non rinunciano a: SORRIDERE, RIDERE e … AMARE la vita ed il prossimo!!!! UN AUGURIO speciale per un felice anno nuovo (se hai voglia di farti raccontare l’immagine che ho creato quale augurio per il nuovo anno con mio marito, Maury, il link è http://biancamaury.blogspot.com E se ne hai voglia sono a disposizione per raccontartelo di persona via mail!). Con grande affetto, un restauratore-conservatore di beni culturali e, a dispetto di molti che pensano sia inconciliabile, anche una piccola artista.

  21. Gioacchino Poletto dice:

    Cara Consuelo come ti capisco !
    Chi mi conosce un pochino sa che sono un disabile motorio, o forse, come ipotizza il caro Roberto Scano, uno che ha solo una centralina “sbampata”.
    Il mio approccio alle giornate è molto più leggero del tuo forse perché ci vedo.. o forse perché pur vedendoci certe cose “fingo” di non vederle.
    Dico così perché da qualche tempo faccio parte di un Tavolo di Lavoro della Provincia di Roma per le Politiche dell’Handycap, praticamente sono uno di quegli “storti” che cerca di lavorare per altri “storti”.
    Pur cercando di fare questo in mezzo ad un sacco di altre cose che svolgo vivendo come un saltimbanco tra 2 mondi - perché i profani continuano a dire che ce ne sono due, quello dei normodotati e quello dei diversamente abili … ma non ti preoccupare: fra qualche mese conieranno ancora altre stupide definizioni per continuare a mettere il bollino al culo di qualcuno - non sempre mi è facile ” vedere” i problemi con occhi critici.
    Mi spiego meglio: pur essendo io stesso un disabile non mi è facile percepire i problemi di altre categorie, sorelle alla mia. Basti pensare al paletto che di solito mettono vicino alle rampe dei marciapiedi qui a Roma per non farci parcheggiare le auto sopra: il sottoscritto lo schivi quasi naturalmente visto che per camminare fa di solito 3 passi di lato ed 1 in avanti (sorriso), ma le persone nella tua situazione lo prenderebbero in pieno…
    Le cose da fare al di fuori dal monitor sono ancora molte e le persone sono ancora troppo cieche su questo, o meglio, come dico io ciò che potrebbe esser di utilità ad un disabile viene progettato o pensato da chi non lo è. Risultato: la realizzazione non va a soddisfare nemmeno la metà dei bisogni per cui è stata voluta o richiesta.
    Chi bazzica da queste parti o, come faccio io, rompe la palle a Marco, un qualcosa cerca di farlo, ma è grazie all’aiuto di persone come te che … riusciamo a fare il nostro lavoro fino in fondo.

    Un complimento a te per, come dico sempre ai miei ragazzi, non mollare e per farci vedere la vita vera, quella che va vissuta in ogni istante con un grande spirito di adattamento e con la gioia di esserci, sempre.
    Un abbraccio … e arri-vederci a presto (sorriso).

    Gioacchino

  22. Lauryn dice:

    ma-ma-ma stamattina sbaglio o era a UnoMattina? che peccato, ho visto solo gli ultimi 30 secondi dell’intervista in cui diceva che lavorava in un’agenzia di comunicazione e si occupava di accessibilità e il nome come sottotitolo che mi ha riportato subito qui.

    Che fai Consuelo, ci diventi famosa? ahah
    a parte gli scherzi, hai fatto bene a portare il tuo esempio, ti hanno invitato loro?

    baci
    Laura

  23. Cosa legge uno screen reader per non vedenti? | Italian webdesign dice:

    [...] Livio ci suggerisce nel suo articolo di scaricare una miniguida che costituisce un appendice all’ultimo libro di Roberto Scano di cui abbiamo già parlato. L’ha scritta Consuelo Battistini, una simpaticissima ragazza che vive da sola e lavora a Roma per l’IBM occupandosi di accessibilità e che è nientepopodimenoche: cieca. Mi permetto di ironizzare perchè so che lei è molto spiritosa su questo suo stato, e glie ne ho reso merito in un articolo pubblicato sul blog di Marco Bertoni dove racconta in modo simpaticissimo la sua esperienza a Roma. [...]

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