Ancora sul testo alternativo
Thursday 27 December 2007 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Tuesday 19 August 2008.
I pregiudizi nei confronti della disabilità sono sempre in agguato. Anche nei testi alternativi.
Stamattina leggevo una guida pubblicata da una regione italiana sulla realizzazione di siti accessibili. La guida è ben fatta, ma a un certo punto mi sono imbattuto in questa affermazione:
[...] logo o immagine che contiene testo. Il testo alternativo deve corrispondere almeno al testo presente nell’immagine [...]
Ho spiegato in altra sede la mia opinione sui testi alternativi.
La parola “almeno” nella frase citata presuppone la possibilità, da parte del redattore, di inserire testi alternativi per questo tipo di immagini il cui contenuto superi le parole esatte contenute nell’immagine. Per esempio se un logo grafico contenesse il testo “Comune di Cippa Lippa”, io, come redattore, sarei autorizzato a inserire testi alternativi come: “sito del Comune di Cippa Lippa” oppure “torna alla Home Page del Comune di Cippa Lippa” ecc.
Ritengo ciò un grave errore, per due motivi:
- Non ha senso modificare, nel testo alternativo, il contenuto testuale di un oggetto grafico. Se lo si ritenesse necessario per la fruibilità dell’informazione, allora saremmo di fronte a un errore di comunicazione all’origine.
- Non bisogna assumere un atteggiamento pedagogico nei confronti dell’utente disabile aggiungendo testo non presente nell’immagine originale: al non vedente deve essere veicolata la stessa informazione che riceve il vedente, né più né meno.
Quando si utilizzano testi in formato immagine (ovvero immagini che contengono testo), il testo alternativo deve corrispondere esattamente al testo rappresentato nell’immagine.
Questo che io chiamo “atteggiamento pedagogico” nei confronti del disabile è un retaggio culturale. Un po’ come la persona che parla più forte di fronte al non vedente, come ci ha raccontato molto bene Consuelo.
Quando si inserisce un testo alternativo per un’immagine bisogna sempre chiedersi se il testo inserito avrà senso per un non vedente o meno. Per esempio un testo alternativo come “foto di Pier Piero Carota, sindaco di Cippa Lippa” ha senso, è rilevante, per un non vedente? A mio parere no. Spesso il modo migliore per rispondere a domande come questa è chiedere direttamente a un amico non vedente cosa ne pensa.
Il principio da ricordare sempre è che il testo in eccesso è “rumore” inutile per il non vedente. Ma soprattutto, che un disabile non ha necessariamente bisogno di un trattamento speciale.

Thursday 27 December 2007 22:12
Ho cercato di rendere accessibile un listato di directory su /risorse. il logo è un link con un semplice ‘vai a home’. penso sia inutile dire altro perchè andando su home un non vedente capisce dove si trova. se vedi il mio sito con lynx la struttura e il layout son uguali. ciao :)
Thursday 27 December 2007 22:27
Visto :). Il link alla Home effettivamente ci voleva. Il logo - che in effetti è un “marchio” grafico senza testo - si potrebbe inserire con alt nullo insieme a un normale link testuale alla Home (tipo briciole di pane). Ma trattandosi di un listato generato dal server (almeno assomiglia molto al default di Apache) secondo me l’utente (anche quello disabile) non dovrebbe avere problemi ad orientarsi all’interno della pagina.
Friday 28 December 2007 5:27
guarda il sorgente. il mio hosting non prevede directory listing su tutte le directory. è un emulazione con i CSS :-)
Friday 28 December 2007 12:18
LOL. Ci sono cascato! :)
Tuesday 8 January 2008 18:06
E’ vero quello che dici ma bisogna valutare caso per caso.
Se nel mio sito avessi una bella immagine col disegno di una casetta e il logo contenente il nome del mio sito perché mai dovrei riportare solo la parte testuale e non “Torna alla Home di…”.
Per il resto… bel blog bravo!
Tuesday 8 January 2008 20:31
Ciao Nicolò, grazie per i complimenti (immeritati).
Attenzione: io parlo di “testi in formato immagine” quando affermo che il testo alternativo deve essere identico al testo nell’immagine. Se ritengo che un’immagine con scritto solo “Comune di Cippa Lippa” abbia bisogno di un testo alternativo più lungo vuol dire che ho sbagliato qualcosa … oppure che sto assumendo un atteggiamento pedagogico nei confronti del non vedente.
Nel caso invece di immagini (o immagini e testo), come la casetta di cui parli, l’ultima parola sul testo alternativo è sempre del redattore. Se il redattore ritiene che questa immagine sia significativa per comprendere il contenuto seguente allora ok. Altrimenti è decorativa. Ma la decisione spetta caso per caso al redattore.
Ecco perché ai seminari il concetto che cerco sempre di passare è che un’immagine (non un testo in formato immagine ma un’immagine vera e propria) è significativa o decorativa in funzione del contesto. E il contesto lo conosce il redattore che la pubblica.