Semplicemente

Il paragrafo, questo sconosciuto!

Sunday 16 September 2007 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Tuesday 19 August 2008.

Davvero tutti sappiamo cos’è un paragrafo?

L’importanza della corretta strutturazione del testo per l’accessibilità è nota. Lo screen reader, tra le altre cose, consente all’utente non vedente o ipovedente di muoversi attraverso gli elementi della pagina: parole, righe, paragrafi ecc. ed è evidente che queste funzionalità risultano compromesse se il testo non è marcato correttamente. Senza contare l’importanza per tutti, dal punto di vista dell’usabilità, di un testo nel quale le unità di informazione siano correttamente separate.

Sul web si legge molto meno testo di quanto può essere mostrato, per esempio, nella pagina di un libro. Anche chi ascolta (con lo screen reader) ha un problema analogo perché una pagina web ha un’organizzazione diversa dalla pagina di un libro.

Il paragrafo, quindi, va concepito come un elemento autonomo e breve. Visivamente deve essere separato dagli altri paragrafi da uno spazio di ampiezza maggiore dell’interlinea.

Il problema però giunge, come spesso accade, dal lato redazionale. Spesso ci si trova di fronte a soluzioni “truffaldine” come il racchiudere tutto il testo presente nel corpo della pagina in un unico paragrafo ipertrofico. E’ possibile che alcuni CMS non consentano un controllo redazionale ottimale sul testo. E’ però possibile che alcuni redattori facciano confusione sul significato della parola paragrafo.

Molto modestamente (che gli accademici della crusca mi perdonino) provo a fare un po’ di chiarezza.

Esistono diverse definizioni di paragrafo. Una di quelle, a mio avviso, più interessanti per i nostri scopi è la seguente:

Ciascuna delle varie parti, generalmente brevi e dotate di una certa unità di pensiero e di composizione, in cui viene suddiviso un capitolo di un’opera (manuale di studio, trattato scientifico, legge, ordinamento, ecc.), o anche uno scritto in genere. (Treccani).

Quindi un paragrafo può contenere più frasi, semplici o complesse, che insieme formano un’unità autonoma di significato.

La frase o proposizione è l’unità minima di comunicazione dotata di senso compiuto. Tradizionalmente, si considera dotata di “senso compiuto” una frase in cui si trovi almeno un predicato nella forma di un verbo di modo finito, che può essere accompagnato, quando la frase non sia impersonale (ad es. “piove”), da un soggetto. (Luca Serianni, Grammatica Italiana, UTET).

Distinguiamo ora tre casi (partendo dal presupposto che l’autore dei contenuti strutturi il testo):

  • Software per l’elaborazione di testi (Word, ecc.): il paragrafo è determinato dalla struttura del documento (con Word 2007, per esempio, un “a capo” determina il paragrafo).
  • Linguaggi di marcatura: il paragrafo è delimitato da un marcatore (per esempio P).
  • Formato solo testo: l’unità paragrafo è distinguibile solo basandosi sulla spaziatura impostata dal redattore (per esempio un “a capo” doppio) .

In conclusione, qualsiasi sia il formato, ma in particolare sul web, il paragrafo deve essere determinato nel testo separando l’una dall’altra brevi unità logiche di significato, formate da una o più frasi semplici o complesse.

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