La metodologia per la verifica tecnica: (1) la validazione sintattica
Wednesday 2 May 2007 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Tuesday 19 August 2008.
In questa serie di articoli analizzerò la metodologia per la verifica tecnica indicata nell’Allegato A del DM 8 luglio 2005 alla luce della esperienza nell’attività di verifica tecnica di accessibilità degli ultimi due anni.
L’articolo 5 della legge 4/2004 dichiara:
2. Nella verifica tecnica l’esperto tecnico, applicando la metodologia di cui all’allegato A, paragrafo 2:
a) svolge le attività previste alla lettera a) del medesimo paragrafo 2 su tutte le pagine del sito;
La lettera a) del paragrafo 2 dell’Allegato A afferma:
a) riscontro, con sistemi di validazione automatica, della rispondenza alla sua definizione formale del linguaggio a marcatori utilizzato;
In sostanza si richiede la validazione di tutte le pagine del sito rispetto alla DTD dichiarata nei documenti. Questo comporta l’uso di un parser SGML, come il W3C Markup Validation Service.
Lo strumento di validazione del W3C è, al momento in cui scrivo, alla versione 0.7.4. Questo validatore è soggetto ad aggiornamenti e consente una certa elasticità nell’individuazione delle problematiche sintattiche. Inoltre non contempla una procedura automatica per la validazione di interi siti.
Esistono in commercio software che, al contrario, consentono di validare un numero significativo di pagine in modo automatico. Il prodotto a mio avviso migliore è il software CSE HTML Validator. Tuttavia, se lo si adotta per la validazione sintattica prevista dalla legge, emergono alcune limitazioni:
- Per impostazione predefinita non utilizza un semplice parser SGML ma esegue il controllo basandosi su una serie di errori, warning e messaggi definiti più o meno arbitrariamente dal programmatore del software. Questo comporta una maggiore fiscalità rispetto al W3C Markup Validation Service. Pagine che superano la verifica con quest’ultimo non la superano con il CSE.
- Gli strumenti per modificare le impostazioni predefinite del software sono di utilizzo farraginoso e, in alcuni casi, è impossibile modificare la procedura di controllo che si desidera cambiare.
- Nella versione 8 del software è stato inserito un parser SGML che può essere utilizzato insieme o in sostituzione alla normale procedura. Questo parrebbe risolvere il problema ma, purtroppo, anche questo parser interno al software inserisce errori aggiuntivi rispetto al validatore del W3C (in particolare considera errori determinate rappresentazioni numeriche di caratteri: per esempio
€, generando un messaggio di errore come “non SGML character number 153″ ecc. Questa impostazione non è modificabile). - La procedura per la validazione automatica ha un limite nel numero delle pagine analizzabili: 9999. Questo limite può essere superato agendo direttamente sul registro di sistema di Windows (modificando il valore di “TargetListLimitMaximum” nella chiave “HKEY_CURRENT_USER\Software\AI Internet Solutions\CSE HTML Validator v4\Editor\BatchWizard”). L’incremento del valore massimo predefinito, però, può provocare inconvenienti come il crash dell’applicazione.
E’ davvero necessario validare tutte le pagine del sito?
In merito all’obbligo di analisi sintattica per “tutte” le pagine del sito, in base alla mia esperienza, ritengo eccessivo estendere l’analisi a numeri che, spesso, diventano enormi. Questo perché:
- I siti sono generalmente gestiti da CMS (Content Management Systems) in base a un numero limitato di template e le pagine generate sono spesso identiche. Gli errori sintattici nella struttura delle pagine sono quindi ripetitivi.
- Gli errori sintattici redazionali (che riguardano cioè il contenuto e non la struttura delle pagine) sono anch’essi generalmente ripetitivi.
Alla luce di ciò ritengo che l’analisi potrebbe limitarsi alle prime 10.000 pagine (o a un numero che si ritenga statisticamente rilevante). L’analisi può iniziare dalla Home page seguendo tutti i collegamenti presenti (e così per le pagine successive) fino al raggiungimento del limite numerico scelto.
Nel caso di siti molto grandi, nei quali esistono sezioni importanti situate in profondità (e che risultano visitate dagli utenti in base all’analisi delle statistiche di accesso) si potrebbe procedere all’analisi sintattica anche di queste ultime. In queste situazioni è essenziale la collaborazione con il gruppo di lavoro tecnico della PA, o dell’azienda, che provvederà ad indicare al valutatore la presenza di queste sezioni “profonde” prima dell’esecuzione della verifica tecnica.
